Consulte di quartiere, è bagarre: Fratelli d'Italia e Alain Luciani all'attacco

Il partito parla di «caos che rischia di non valorizzare al meglio il territorio», mentre il consigliere della Lega consiglia al sindaco di «rivedere le scelte»

Doppio attacco frontale: Fratelli d'Italia e Alain Luciani si scagliano contro le consulte di quartiere.

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L'affondo di Padova d'Italia

A dare il primo affondo è Claudio Gori, presidente di Padova d'Italia, che parte subito in quarta: «Le consulte di quartiere, così come proposte, sono lo specchio di una Giunta padovana che a parte alcune plateali e insostanziali dichiarazioni non riesce a dare equa e proporzionale rappresentanza ai seggi di liste e partiti. Il prevedibile overbooking rischia di non dare voce e concretezza alla sbandierata volontà e partecipazione cittadina; sebbene le scelte dei nomi dovevano essere fatte in accordo tra maggioranza e minoranza, rispettivamente 100 e 60, temo che le dichiarazioni dell’assessore al decentramento Francesca Benciolini siano insufficienti a giustificare un caos che rischia di non valorizzare al meglio il territorio. Il plenum di quartiere è a rischio e probabilmente non potrà essere raggiunto per eccesso o difetto di membri rappresentativi in alcuni quartieri. Sarà necessario prevedere una nuova discussione Consiliare - conclude Gori - per approvare un regolamento che detti regole certe, evitando di incorrere in una mal rappresentanza dei quartieri».

La Lega rincara la dose

E a rincarare la dose ci pensa Alain Luciani, consigliere della Lega, che affida a una lunga "lettera aperta" il proprio pensiero: «Le Consulte di Quartiere nascono, secondo quanto dichiarato da questa amministrazione, come “strumento di partecipazione attiva dei cittadini alla vita e alle scelte che riguardano i singoli rioni in base ad una scelta democratica e partecipativa dal basso democratica”. Noi consiglieri della Lega avevamo già espresso i nostri dubbi in merito alla scelta dei componenti, e oggi ci ritroviamo a leggere che la maggioranza ha scelto in base a tesseramenti di partito e non solo, ma anche a vincoli di parentela. Quindi non Consulte ma Comitati Elettorali: davvero una grande apertura democratica! Secondo noi sono venuti meno i principi fondamentali enunciati dal Sindaco ossia che “ogni residente potrà mettersi a disposizione per dare un "valore"aggiunto”. Peccato abbia dimenticando di specificare che per entrare a far parte delle consulte era necessario un certa appartenenza politica oppure essere parente di... Stiamo assistendo invece ad una lottizzazione del territorio tra esponenti politici con la sinistra che cerca di imporre le proprie idee. Consiglio al Sindaco: "Riveda le nomine, avrà meno critiche". Infine voglio rilevare come le spiegazioni pubbliche del Consigliere di maggioranza Antonio Foresta denotino la paura di dare spazio ai cittadini, anche nei quartieri, a chi è di segno diverso dalla maggioranza o a cittadini che vogliano davvero impegnarsi per il territorio. Il suo affermare che le Consulte devono essere in linea con la maggioranza che governa per evitare che non siano al passo con essa o possano esprimere idee diverse denota un incommentabile concetto di democrazia».

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