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"Hate speech", è ora di darsi una regolata

La Commissione per pari opportunità, politiche di genere e diritti civili ha fatto pervenire una nota per porre l'attenzione riguardo una deriva nel linguaggio, volgare, aggressivo e sessista, non solo sui social network. Una deriva che non aiuta il confronto e che invece lo avvelena

La Commissione per le pari opportunità, le politiche di genere e i diritti civili ha fatto pervenire una nota alla stampa per porre l'attenzione riguardo una deriva nel linguaggio, volgare, aggressivo e sessista, non solo sui social network. Per questo si è deciso di intervenire per porre l'attenzione su una deriva che di sicuro non aiuta il confronto e che invece lo avvelena. 

Linguaggio violento e discriminatorio

«Come Commissione Pari Opportunità del Comune di Padova riteniamo di intervenire formalmente con questa nota dopo i fatti avvenuti nelle ultime settimane, che hanno evidenziato la preoccupante crescita di atteggiamenti sessisti e comunque di discriminazione verso i più deboli, con utilizzo ormai quotidiano di insulti e minacce.I cori che hanno accompagnato lo sbarco della capitana della Sea Watch 3 e quelli che hanno accompagnato i mondiali di calcio femminile, sono fatti ai quali ci ribelliamo, sui quali richiamiamo con forza l’attenzione perché non si devono ripetere. Così come non debbono tollerarsi altrettante minacce, insulti e ingiurie attraverso i social, che portano a banalizzare le parole e i loro significati, a ridicolizzare situazioni di sofferenza, che sviliscono le persone e i diritti. E ciò non è meno grave perché accade nel cd. virtuale. Si crea comunque una non-cultura, si abituano le persone alle terminologie e agli stereotipi sottesi, ad una violenza che perché in rete non è certamente meno reale e grave».

Social

«Negli ultimi tre mesi - prosegue la nota - si riferiscono essere stati rilevati quarantamila attacchi via Twitter. Le donne che hanno ruoli politici sono le più bersagliate, ma le aggressioni si stanno progressivamente allargando a tutte coloro che manifestano opinioni non di gradimento. Vengono colpite con insulti, epiteti e minacce inerenti al genere o alla condizione. E così le persone deboli, cui vengono altrettanto indirizzati, e ancor più se sono donne. La cultura di genere, il rispetto delle diversità e dei diritti civili passa soprattutto attraverso la comunicazione e l’attenzione, anche per le parole che si scelgono. Tutto questo ci indebolisce ulteriormente come donne, uomini e come società. Pian piano ritornano frasi che non avremmo voluto più sentire, cui è facile poi seguano legittimazioni di fatti e erosione di diritti, con sottovalutazione di fenomeni invece attuali e allarmanti».

Istituzioni

«Per questo - si mette in evidenza - invitiamo le Istituzioni ad attivarsi perché i diritti siano garantiti senza differenze e in caso dei comportamenti riportati vi siano conseguenti reazioni atte a mantenere saldi i principi e le garanzie e promuovere la Cultura del Rispetto. Rinnovando l’impegno della Commissione all’educazione e al confronto e al dialogo fra le differenze».

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