Basso Isonzo, la replica di Ira: «Non siamo speculatori»

«Siamo a una scadenza importante: far partire i lavori di urbanizzazione primaria su ciò che resta della sua proprietà altrimenti si perde il diritto di edificare. Un obbligo per non deprezzare il valore di un bene che Alta Vita deve tutelare»

Dopo aver cercato di contattare, invano, il Presidente di IRA, il dottor Fabio Incastrini, l’ente ha deciso di risponderci sulla vicenda legata alla grande area nel Basso Isonzo, con un comunicato. Residenti e cittadini sensibili alle questioni ambientali stanno chiedendo se è possibile trovare una soluzione alternativa a quella di costruire un centinaio di unità abitative in un’area che potrebbe essere destinata a completare il progetto del parco agricolo. Un grande polmone verde alle porte della città.

Patrimonio IRA

«Alta Vita-Ira - si apre così il comunicato -  gestisce da 200 anni il rilevante patrimonio costituito da lasciti di privati cittadini con la sola ed esclusiva funzione di provvedere alla cura e al bene degli anziani. Nella più assoluta trasparenza, alla luce del sole, anche perché è una istituzione pubblica di assistenza e beneficenza che opera sotto il controllo e la vigilanza della Regione Veneto. Crediamo che mai nella sua storia bi-centenaria l’Istituto per Anziani sia finito nel mirino di tanti, troppi malinformati, per la proprietà di terreni nel polmone verde del Basso Isonzo. Una serie di bordate contro Alta Vita a cadenza periodica nell’arco di 15 anni almeno». La vicenda, lo sottolineano anche da IRA, si trascina da anni.

Scadenze e obblighi

La vicenda la ripercorrono facendo evidente riferimento a quanto riportato dai media, PadovaOggi compresa, evidentemente non troppo apprezzato dai vertici dell'Ente: «Gli attacchi provenienti da più parti si sono fatti più fitti perché Alta Vita Ira si trova di fronte a una scadenza importante: deve far partire i lavori di urbanizzazione primaria su ciò che resta della sua proprietà altrimenti perde il diritto di edificare. Un obbligo, non un capriccio. Un obbligo per non deprezzare il valore di un bene che Alta Vita deve tutelare, perché i soldi che deve ricavare dall’alienazione della proprietà serviranno a finanziari i lavori di ristrutturazione dell’edificio di via Beato Pellegrino già deliberati e in fase di affidamento per il primo lotto. E anche questo è un obbligo perché la struttura per anziani non autosufficienti non è a norma degli standard strutturali previsti dalla legge regionale 22 del 2002 ed è indispensabile intervenire».

Speculazioni

«Le polemiche quando rimangono nell’ambito della correttezza vanno bene, si possono accettare, ma gli attacchi - puntualizzano - più recenti denotano una disinformazione profonda, al punto che l’Istituto Alta Vita da vittima diventa colpevole. Di qui l’accusa di speculazione e di fare gli interessi dei palazzinari, di preferire colate di cemento al verde. L’Istituto Alta Vita risponde con i documenti agli attacchi che rischiano di danneggiare gravemente l’immagine dell’Ente e di turbare la serenità di operatori, ospiti e loro familiari». Insomma, non sono piaciuti i toni usati dai media. «La proprietà di terreni nell’area del Basso Isonzo data 1930, frutto di lascito. Una proprietà che non ha creato problemi di sorta fino ai primi anni Duemila. La proprietà ricadente nell’area del Parco ha un’estensione di circa 45 campi padovani.  Il Prg di Padova ne vincola la destinazione a verde pubblico e attrezzato. La variante del Prg del novembre 2001 ha introdotto il principio di perequazione, cioè il riconoscimento di una planimetria edificabile attribuita a porzione della zona assoggettata ad esproprio. Così l’Ira cede il 75 per cento della sua proprietà in cambio di un indice di edificabilità pari all’0,15 mc/mq. L’Ira non vuole assolutamente costruire su quell’area al punto che nel periodo 2010-2018 si sono succeduti ben nove tentativi di alienazione mediante asta pubblica. Sono andati tutti deserti. A seguito dell’ultima asta deserta, il consiglio di amministrazione ha deciso di sospendere le procedure di alienazione dell’area edificabile inserita nel Piano Urbanistico Attuativo e di avviare una concertazione con il Comune di Padova al fine di concordare una variante urbanistica al PUA del Basso Isonzo che preveda un miglioramento della viabilità di accesso e un collegamento con il quartiere Sacra Famiglia».

Progetto Basso Isonzo

«Si susseguono negli anni gli incontri, cambiano le amministrazioni comunali, ma passi in avanti non ce ne sono. L’attuale sindaco Giordani nel suo programma elettorale si impegna all’approvazione definitiva del progetto del Basso Isonzo. Sembrerebbe la volta buona. Dal settembre 2017 si susseguono colloqui informali con il vicesindaco Lorenzoni. Alla fine saranno venti ma non ne deriva alcuna delibera di giunta. Non si smuove foglia.  Ad Alta Vita non rimane che attenersi all’unico atto amministrativo vigente: risale al 2009, all’epoca era assessore all’Urbanistica Marta Dalla Vecchia, succeduta nell’incarico a Luigi Mariani, ideatore delle proposte di trasferimento delle cubature: nel 2009 l’Ira paga gli oneri di urbanizzazione secondaria per 300 mila euro con l’inizio delle opere entro il 2010.  Nel 2018 l’intesa Ira-Comune conferma il diritto di costruire. Per non perdere il diritto a costruire ora l’Ira è costretta ad avviare gli oneri di urbanizzazione primaria. Sono previsti otto lotti così come approvato nel 2012 dal Comune di Padova. Ira andrà a vendere i singoli lotti che serviranno a finanziare gli lavori in via Beato Pellegrino. Alta Vita non costruirà nulla e non farà alcuna attività speculativa. E’ obbligata a effettuare entro settembre le opere di urbanizzazione primaria altrimenti scade il diritto a costruire con il terreno che perderebbe ancora valore».

Ira e Amministrazione

Dalla comunicazione si evince che a stretto giro i vertici dell'ente incontreranno il Sindaco Giordani e che si aspettano che in quella data si mettano le basi per risolvere una volta per tutte la questione. Ad oggi nulla è accaduto per far pensare a una soluzione rapida che non vada a ledere i diritti di IRA ma anche la qualità della vita sia degli abitanti della zona che di tutti i cittadini padovani: «Alta Vita Siano è stata disponibile a tutto negli ultimi tre anni, ha mantenuto sempre il dialogo con il Comune di Padova. Ma il discorso urbanistico con il Comune di Padova non è mai stato concretizzato con un atto di giunta.  Questa la realtà. Si spera che nell’incontro con il sindaco Giordani, programmato per il 17 luglio prossimo si riesca a  trovare una via d’uscita».

Lorenzoni

Chi ha la delega all'urbanistica è il vice sindaco Arturo Lorenzoni, che appare assai possibilista rispetto a una soluzione che accontenti tutti: «E' in atto un dialogo franco e aperto tra l'amministrazione del comune e i vertici di Ira per trovare una soluzione che da un lato tuteli il valore immobiliare dell'ente, dall'altro confermi gli spazi di qualità della città. Devo dire che ho sempre trovato la massima disponibilità al dialogo in Ira, stiamo studiando la soluzione più adeguata senza nuovo edificato nell'area ma senza che questo provochi una perdita per IRA». 

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