A difesa della democrazia del part-time: l'Ulss 6 Euganea mette a bando 197 posti di lavoro

Previsti 60 nuovi posti a part-time nel biennio 2019-2020 che vanno a sommarsi ai 137 in rientro. Licenziato assieme alle Organizzazioni Sindacali un nuovo regolamento per rendere equo e omogeneo l’accesso all'istituto del pubblico impiego

"Siamo tutte donne: subito l'accordo sul part-time!", è uno slogan che l'Ulss 6 Euganea fa proprio dando il via a un'operazione a tutela delle neo-mamme e di tutti quei lavoratori, donne e uomini, che necessitano di flessibilità oraria. Nel biennio 2019-2020 l’Ulss 6 metterà infatti a bando 197 posti a part-time, di cui 60 di nuova istituzione, un aumento che porterà a 1.129 il numero complessivo di posizioni a part-time concesse, pari al 17,5% del totale.

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Part-time e criteri d'accesso

L’incremento dei posti è accompagnato anche da una rivisitazione dei criteri di accesso, confluita in un documento discusso e condiviso con le Sigle sindacali, e sottoscritto oggi tra le parti. In tutta l’Euganea i part-time sono al momento 1.069 su un totale di 6.486 dipendenti del comparto (infermieri, tecnici, amministrativi). Tuttavia, di questi 1.069 il 54%, pari a 574, sono part-time non più reversibili perché concessi o trasformati in passato in part-time a tempo indeterminato: scadranno dunque a pensionamento del lavoratore. Qual è allora lo stato dell’arte del part-time nell’Ulss Euganea? Da un lato ci sono part-time che si trascinano da anni anche quando il lavoratore non ne ha più i requisiti, dall’altro neo-mamme in lista d’attesa per godere dell’istituto ma che rischiano di non poterne usufruire per mancanza di posti liberi. Domenico Scibetta, direttore generale dell'Ulss 6 Euganea, commenta: «Siamo sempre stati profondamente convinti dell'importanza dell'istituto del part-time da riservare e garantire per incrementare il benessere dei lavoratori in temporanea necessità di agevolazioni. La Direzione Strategica dell'Euganea ritiene infatti che il part-time sia un istituto non statico e cristallizzato ma dinamico e duttile, utile a conciliare le esigenze della persona lavoratrice con le necessità organizzative aziendali. Tutelare chi non ha più i requisiti per beneficiare della flessibilità oraria è come occupare un park disabili senza possedere più il contrassegno».

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