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Chiusura delle scuole: il Tar dirà se la Regione ha avuto ragione ad agire in "autonomia"

«La decisione del Tar di rimandare al 24 marzo la sentenza sul merito del nostro ricorso apre uno scenario importante, perché il giudice metterà al centro della discussione l’ordinanza della Regione, che sulla scuola era stata più restrittiva rispetto alle prescrizioni del Governo»

Se il Tar dovesse dare ragione ai comitati per il diritto allo studio che ha raccolto centinaia di firme di genitori, che hanno avviato l’azione legale contro la Regione che ha chiuso le scuole, si creerebbe un precedente importante. Semplificando vorrebbe dire che la Regione non potrebbe più fare ordinanze diverse dai dpcm del governo: «La decisione del Tar del Veneto di rimandare al 24 marzo la sentenza sul merito del nostro ricorso apre uno scenario importante, perché il giudice metterà al centro della discussione l’ordinanza della Regione Veneto, che sulla scuola era stata più restrittiva rispetto alle prescrizioni del Governo», ha spiegato Davide Cester, che con il collega Giovanni Sala sono gli avvocati delle famiglie padovane che sono intevenute in giudizio  nel ricorso contro la chiusura delle scuole, attraverso una nota stampa.

Decisione "autonoma"

«Il giudice deve stabilire - ha concluso l'avvocato -  il perimetro di legittimità dell’ordinanza regionale, questo caso potrà esserepreso ad esempio per tutti gli altri settori i cui la Regione è stata piùrestrittiva o più ‘morbida’ con aperture e chiusure  dobbiamo tenerconto che qui si parla di un diritto essenziale come quello allo studio: il Governo, attribuendo i colori alle regioni stabiliva le percentuali di scuolain presenza da applicare, tenendo conto di tutti gli indici di contagio, il Veneto è andato in un’altra direzione, la sentenza del 24 marzo entrerà nel merito di questa scelta». 

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