Coronavirus, Iov: «Basta atteggiamenti sconsiderati, non possiamo essere sconfitti da un virus»

Arriva dall'Istituto Oncologico Veneto l'appello rivolto ai giovani: «Rispettate le regole, perché più tempo ci metteremo a ripartire e a riacquisire le nostre libertà e più pagherete in quanto a inserimento nella società»

Maria Giuseppina Bonavina e Giorgio Roberti

«Siamo qui per combattere quegli atteggiamenti sconsiderati che abbiamo purtroppo visto e che sono da debellare, perché la posta in gioco è troppo alta». Inizia con queste parole del direttore sanitario Maria Giuseppina Bonavina il punto stampa dello Iov - Istituto Oncologico Veneto.

Maria Giuseppina Bonavina

Ed è un punto stampa diverso dal solito, in quanto incentrato sull'importanza del rispetto delle norme di contenimento del rischio. Aggiunge la dottoressa Bonavina: «I numeri dell'emergenza Coronavirus sono noti e stanno calando, ma proprio questo deve portarci mantenere alta l'attenzione. È una battaglia che possiamo vincere ma che si deve giocare a colpi di buone norme. Abbiamo una dignità e siamo esseri umani, e non possiamo essere battuti da un virus. Se abbiamo riconquistato parte delle nostre libertà è stato grazie al massacrante lavoro di tutti gli operatori della sanità ma anche del sacrificio di tutti gli operatori economici che hanno visto la loro attività bloccata da questo lockdown. Il buon senso collettivo ci ha imposto di seguire le buone pratiche di prevenzione e protezione, quindi adesso dobbiamo dimostrare che non erano legate solo a una giustificata paura: la nostra libertà dipende da questi pochi atteggiamenti, quindi dobbiamo continuare a metterli in atto con consapevolezza. Abbiamo conseguito una nuova normalità di vita, una normalità che prima era basata sulla consuetudine e ora questa consuetudine deve diventare consapevolezza: questo è necessario per vincere questa guerra. Dobbiamo firmare un patto di responsabilità individuale e collettiva. Mi sento di parlare da mamma: i giovani sono i soggetti più a rischio, non tanto per la patologia in sé ma per il prossimo futuro perché più tempo ci mettiamo a ripartire e a riacquisire la libertà e più i giovani pagheranno in quanto a inserimento nella società. L'appello ai giovani? Pensate a voi stessi, siete le persone che hanno più necessità di riprendere una vita normale per inserirvi nel percorso sociale e nella collettività».

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Giorgio Roberti

Interviene anche Giorgio Roberti, direttore generale dello Iov - Istituto Oncologico Veneto: «Il senso di responsabilità è fondamentale. Siamo tutti consapevoli che il Coronavirus ha cambiato la nostra vita e le nostre libertà, ma certe limitazioni sono necessarie per la salvaguardia della nostra salute, individuale e pubblica. Ci viene però da chiederci a cosa servono tutte queste misure se poi una parte dei cittadini non le seguono? Così facendo torneremo ad avere dei problemi e delle emergenze. Abbiamo un dovere nei confronti nostri e di tutti di rispettare le regole. Il contenimento della diffusione del virus passa soprattutto attraverso i nostri comportamenti individuali, quindi pensate a osservare queste semplici regole per tutelare voi e tutta la comunità».
 

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