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Domenica, 4 Dicembre 2022
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BusItalia, Gottardo: «L'azienda deve alzare gli stipendi. La vita qui costa di più che in Umbria»

Il vicepresidente della Provincia torna all'attacco e si affianca alle richieste dei sindacati dopo che i primi bandi di assunzione sono andati praticamente deserti

«Il vero problema a cui l'azienda deve tassativamente mettere mano è incrementare il livello economico di entrata del personale autista, mettendo mano agli istituti economici del contratto integrativo di Busitalia a rialzo». Il vicepresidente della Provincia Vincenzo Gottardo, che gestisce la delega al trasporto pubblico, lo aveva già detto. Aveva parlat di Campania, stavolta di Umbria. I bandi per le assunzioni che l'azienda ha avviato nell'era Colella sono andati praticamente deserti. L'ultimo aveva 30 iscritti e se ne sono presentati appena 3 per 20 posti disponibili. Il nuovo amministratore delegato appena insediato ha dichiarato di voler colmare il vuoto con l'assunzione di 20 autisti entro il 2022 e altri 50 nella primavera del 2023. Gli stipendi però sono troppo bassi e non attraggono: «Ma anche l'Accademy, lanciata in pompa magna a settembre scorso, su 2 mila iscritti ad oggi, conta solamente 17 potenziali candidati per fruire dei corsi di formazione professionale che garantiscono la patente gratuita per chi intende diventare conducente» rivela Gottardo - e fino a quando l'azienda non interverrà sulla contrattazione collettiva decentrata, continueremo ad assistere a bandi assunzionali che andranno deserti e a personale che valuta altre soluzioni lavorative, configurando tutto ciò come un danno al territorio e all'utenza. Il Veneto non è l'Umbria, il costo della vita è differente da regione a regione e il concessionario deve tenere in considerazione le singole peculiarità territoriali».

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