#PadovaNonSiFerma diventa associazione

Durante il lock down ha distribuito 15 mila pasti a medici e infermieri in prima linea sul fronte Covid ed alla Caritas. Dagli assessori Bressa e Marcato i complimenti al gruppo spontaneo di ristoratori, pasticceri, baristi e panificatori

#PadovaNonSiFerma diventa associazione: durante il lock down ha distribuito 15 mila pasti a medici e infermieri in prima linea sul fronte Covid ed alla Caritas. Dagli assessori Antonio Bressa e Roberto Marcato i complimenti al gruppo spontaneo di ristoratori, pasticceri, baristi e panificatori padovani. Già una sessantina le imprese che si associeranno. Il presidente Ivan Totaro: «Continueremo a fare del bene ed a fare squadra tra noi».

#Padovanonsiferma

«Abbiamo fatto qualcosa di spontaneo per questa città, e credo che continueremo a fare del bene per chi è in difficoltà in questa crisi, e contemporaneamente grazie alla rete di imprese che sono passate da essere guidate da persone che si pensavano concorrenti ed ora si vedono come colleghi e, in molti casi, amici». A dichiararlo è Ivan Totaro, presidente della neo costituita associazione #PadovaNonSiFerma presentando oggi alla presenza degli assessori al commercio, del Comune di Padova Antonio Bressa e della Regione Roberto Marcato, i risultati del gruppo spontaneo di ristoratori, baristi, pasticceri e panificatori che in sessanta giorni tra l'8 marzio e l'8 maggio ha realizzato un servizio alla città. 

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Un servizio spontaneo e volontario nella maniera più pura, che ha coinvolto in tutto oltre 100 professionisti padovani della ristorazione, e ch è consistito in 15mila pasti cucinati dalle cucine dei ristoranti quando erano chiusi, in quattro occasioni durante i fine settimana di Pasqua e del Primo maggio alle Cucine economiche di via Tommaseo, e consegnati a medici e infermieri dei reparti Covid nella prima fase ed alle sempre più numerose persone in difficoltà seguite dalla Caritas da dopo Pasqua al periodo attuale.   
Agli assessori Bressa e Marcato i ristoratori dell'associazione, che conta già una quarantina di soci tra le attività che hanno dato vita alla lunga azione benefica, hanno chiesto garanzie circa i tempi e le modalità della riapertura della cosiddetta fase due e cioè con la riapertura dei pubblici esercizi. 

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`Abbiamo bisogno di un atteggiamento costruttivo nei controlli - ha aggiunto Ivan Totaro che proprio in questi giorni ha aperto un secondo locale targato "Hamerica's" in città - e speriamo che le regole che arriveranno da Governo e Regione siano applicabili e diano la possibilità alle nostre imprese di rimanere in piedi e di poter continuare a generare posti di lavoro».  I ristoratori hanno allestito sulla terrazza est del corpo di fabbrica dell'ex Foro Boario una sorta di plateatico sperimentale, con la disposizione dei tavoli secondo la normativa Inail. «Una normativa talmente stretta che su una superficie come questa di oltre 150 metri quadrati scopeti, permette la seduta di al massimo 37 persone - dice  Cristiano Rampin, titolare di Arc Ingegneria, azienda leader nel settore della sicurezza e progettazione - con regole del genere dubito che i conti di una qualsiasi attività di ristorazione possano reggersi. Poichè andiamo a ridurre di moltissimo la capienza precedente dei plateatici e degli spazi interni dei locali, questi ultimi molto spesso, per non dire sempre, a costi di gestione, ed affitti costanti».  

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L'assessore al Commercio Antonio Bressa, a cui il presidente di #PadovaNonSiFerma ha consegnato una targa come segno di riconoscenza, ha assicurato che rimane ferma la volontà dell'amministrazione comunale di favorire il più possibile l'allargamento dei plateatici. «Non potrà essere automatico, laddove possibile, come avevamo immaginato - ha puntualizzato Bressa - ma su cui saremo molto rapidi e semplificheremo il più possibile l'iter di ampliamento, cercando per quegli esercizi che non possono dotarsi di questo importante "sfogo" dei tavolini all'aperto, soluzioni innovative». Disponibile ad un dialogo sul fronte della ripartenza anche l'assessore regionale Roberto Marcato che si è detto «Orgoglioso di questa Padova che tiene fede concretamente al ruolo di capitale europea del volontariato - ha sottolineato Marcato - questi imprenditori proprio nel momento della chiusura dei locali hanno trovato la forza di unirsi e dedicarsi ai medici ed agli infermieri prima, rendendo un po' meno gravoso lo sforzo durante la fase dell'emergenza, e poi dedicandosi, sempre gratuitamente, a chi stava peggio di loro. La Regione farà la propria parte in due maniere: rendendo il più possibile le regole compatibili con la sussistenza dell'attività economica di bar e ristoranti, sempre se il Governo lascerà degli spazi in questo senso, ed inoltre presenteremo nel corso della prossima settimana un pacchetto di aiuti e sgravi regionali dedicati proprio a questo settore che contribuisce a rendere più attraenti le nostre città: ristoranti, bar e locali di intrattenimento assieme agli alberghi giocano un ruolo importantissimo nell'alimentare l'appeal delle nostre località turistiche. E non dimentichiamo mai che il turismo è appunto la prima industria della nostra Regione, prima in Italia per presenze». 

Targhe

Il presidente Ivan Totaro ha consegnato alle aziende partner delle iniziative benefiche una targa di riconoscimento da parte dell'associazione. Sono state premiate Aspiag Service Srl, concessionaria di Despar per il Triveneto e l’Emilia Romagna, assieme a Fruit Service Srl che ha fornito frutta e verdura per i pranzi e le cene realizzati alla Cucine economiche di via Tommaseo; Carlsberg e Balan, due aziende leader nella distribuzione del beverage a Padova e provincia, assieme a Diemme Caffè, azienda guiidata da Gian Andrea Dubbini che sin da subito ha creduto nel progetto #PadovaNonSiFerma. Una targa è stata consegnata anche alle aziende padovane Polo, Studio San ed al Salumificio Brugnolo.

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