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Ex Prandina, i giordaniani: "Serve sia un parco che un parcheggio"

Il confronto è ripartito tra chi vuole un'area verde da collegare alle mura e chi invece una colata di cemento e 1000 posti auto. Gli esponenti del gruppo politico attorno al sindaco provano a stare nel mezzo

Il sindaco, Sergio Giordani

Dopo l'acquisizione da parte del Comune della ex caserma Prandina è ripreso il dibattito in città sul futuro della sua destinazione. In autunno il parcheggio diventerà a pagamento e questo servirà a capirne la reale necessità. Attualmente ospita circa 290 posti auto, ma c'è chi ne vuole mille e chi zero. E soprattutto, essendo gratuito c'è il problema degli “stanziali” che lasciano lì l'auto per giorni. Quando si pagherà (da 1,10 euro a 1,60 la forbice che sta vagliando Aps) probabilmente cambierà tutto. Nel frattempo però il confronto si è riaperto e nel weekend c'è stata l'iniziativa di Legambiente supportati da Coalizione Civica per chiedere un parco e attività sociali e culturali, mentre oggi a suonare la carica sono i “giordaniani”: “Si alla riqualificazione dell’intera area di concerto con la valorizzazione del parco delle mura e delle acque, anche attraverso la rettifica di via Orsini, portandola sul sedime del vecchio tracciato di fine ottocento, ma serve anche un parcheggio” ribadiscono gli esponenti di AmoPadova, che altri non sono che una costola della lista civica del sindaco, ossia quella rappresentata da 4 consiglieri comunali (Tarzia, Pasqualetto, Fiorentin e Pillitteri) e fino allo scorso anno anche dall'assessore Diego Bonavina, con cui poi si è consumata una rottura.

Le richieste

Ieri hanno inviato una nota allo stesso sindaco Sergio Giordani con le opzioni richieste, distinguendole in punti

1. Sì a nuove destinazioni d’uso degli edifici vincolati, purché coerenti con il principio di riqualificazione e valorizzazione del bene culturale

2. Sì all’inclusione dell’edificio delle scuderie all’interno del perimetro di intervento;

3. Sì anche ad un funzionale parcheggio di destinazione e di scambio, a servizio del centro storico - compresi i servizi accessori inerenti (tariffazione adeguata, bike sharing, bus navetta per piazza Garibaldi);

4. Sì ad un periodo sperimentale , da iniziare già in autunno per calibrare e verificare le tariffe del park, i servizi accessori intermodali ed il dimensionamento ottimale dei posti auto.

Il commento

“Ogni altra opzione, riduttiva e censoria della funzione di un parcheggio così concepito, è frutto di una declinazione incoerente ed astratta del concetto di “sostenibilità”, che Amopadova non condivide. Amministrare significa gestire concretamente la complessità della città, rifuggendo da mere petizioni di principio. Su questo terreno siamo pronti a confrontarci lealmente e da subito con chiunque” chiudono da AmoPadova

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