Vendemmia e raccolta di ortaggi: test rapidi per mille lavoratori stagionali

L’Ulss 6 Euganea mette a disposizione un servizio ad hoc. La gratitudine di Coldiretti, Cia e Confagricoltura: «Il settore primario non si può fermare»

Il Dipartimento di Prevenzione dell’Ulss 6 Euganea garantisce i test rapidi di controllo a circa 1.000 lavoratori stagionali del settore agricolo che da qui a breve verranno impiegati per la vendemmia e per la raccolta di frutta e ortaggi in tutta la provincia. La Direzione aziendale ha condiviso con Coldiretti, Cia e Confagricoltura ampia disponibilità in tal senso, alla luce di quanto previsto dall’ordinanza 84 della Giunta regionale del 13 agosto denominata “Misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica da virus covid-19”.

Lavoratori stagionali

Questa prevede che “i lavoratori stagionali del settore agricolo che hanno transitato o soggiornato (o che comunque si sono recati) all’estero nei 14 giorni precedenti, indipendentemente dalla durata e dalla motivazione del soggiorno all’estero, siano sottoposti ad un saggio diagnostico per la ricerca di Covid (test di biologia molecolare o test diagnostico rapido) o ad un test sierologico rapido con finalità di screening”. Nel concreto, le aziende agricole interessate avranno l’opportunità di chiedere, gratuitamente, le analisi su ogni lavoratore contattando direttamente il Dipartimento di Prevenzione dell’Ulss 6 Euganea. «La collaborazione con l’Ulss 6 è importante e preziosa in questo frangente in cui numerose aziende sono alla ricerca di manodopera per la vendemmia ma anche per la raccolta di frutta – dichiara Massimo Bressan, presidente di Coldiretti Padova – Rivolgiamo un sentito ringraziamento alla Direzione aziendale per la sensibilità e l’attenzione nei confronti del settore agricolo e del suo tessuto imprenditoriale. La pronta risposta dell’Ulss Euganea peraltro va proprio nella direzione auspicata e sollecitata da Coldiretti già nelle scorse settimane a livello regionale e nazionale per non farsi trovare impreparati con i necessari adempimenti anti Covid all’arrivo dei lavoratori e per consentire le attività di raccolta nel rispetto di tutte le garanzie di sicurezza. Ed è proprio l’attività concordata tra enti ed istituzioni che permette di gestire con misure determinanti e urgenti il difficile contesto economico della ripresa per affrontare una Fase 3 all’insegna della sostenibilità nei nostri vigneti e nelle nostre aziende. Inoltre Coldiretti continua a sollecitare, proprio per favorire l’impiego di manodopera anche locale, una radicale semplificazione del voucher agricolo. Non possiamo permetterci di perdere le grandi opportunità di lavoro che vengono da uno dei settori più dinamici dell’economia - conclude Bressan - bisogna ripensare ad uno strumento per il settore che semplifichi la burocrazia per l’impresa».

La collaborazione

«Questa collaborazione ha un altissimo valore – sottolinea il presidente di Cia Padova, Roberto Betto - poiché un solo caso positivo può arrivare a bloccare un’intera azienda agricola, se non viene intercettato in tempo. Stiamo entrando nel clou del periodo della vendemmia e della raccolta della frutta e degli ortaggi. Fermare queste operazioni, per le quali si lavora un anno intero, anche solo per quindici giorni, cioè la durata di un’eventuale quarantena, significa chiudere totalmente l’attività. I test di controllo vanno proprio in questa direzione – continua Betto – I positivi, la stragrande maggioranza dei quali sono asintomatici, vanno isolati al più presto. Solo così, infatti, si spengono i focolai, ovvero si riduce il rischio ai minimi termini. Il settore primario sta già di per sé attraversando un momento molto critico, tra perdite dovute al lockdown e prodotti all’origine pagati sempre di meno. Motivo per cui occorre scongiurare un possibile fermo delle attività: rappresenterebbe il colpo del definitivo ko per tante imprese agricole del territorio». Il presidente Betto esprime profonda gratitudine per la disponibilità manifestata dall’Ulss 6: «L’autorità sanitaria dimostra così di venire incontro, nel concreto, alle esigenze del mondo agricolo, in un momento particolarmente difficile per tutti. Possiamo superare questa crisi solamente creando una rete virtuosa fra i diversi attori».

Vendemmia nel vivo

«La vendemmia sta entrando nel vivo anche nella provincia di Padova e in particolare nei Colli Euganei – spiega Michele Barbetta, presidente di Confagricoltura Padova - Le aziende si stanno organizzando per lo più con assunzioni di personale locale. Quest’anno purtroppo c’è un problema in più: i lavoratori che provengono dell’estero, Romania e Bulgaria in particolare, oltre a sottoporsi al tampone come previsto dalle disposizioni regionali, devono trascorrere un periodo di 15 giorni di quarantena. Ciò pesa sui conti delle aziende e soprattutto non si concilia con i tempi stretti della vendemmia. Il problema della quarantena in questo momento interessa soprattutto le aziende che devono raccogliere frutta e verdura, che normalmente si avvalgono per tali attività di lavoratori stranieri, comunitari e non, per periodi più lunghi. Ricordo inoltre che le aziende del settore sono impegnate, nonostante i maggiori costi, a mettere in atto tutte le misure previste dal protocollo nazionale per l’imitare la diffusione del coronavirus. Le aziende per ogni necessità sono assistite dalle loro associazioni, oppure anche con l’Ente bilaterale del settore agricolo della provincia di Padova, Fimi/Ebap, punto di condivisione e di coordinamento tra associazioni datoriali e sindacati dei lavoratori per l’attività di informazione e di assistenza in materia di sicurezza».

Massima disponibilità

Per quanto riguarda l’Ulss 6 Euganea, massima disponibilità da parte del Dipartimento di Prevenzione alla somministrazione dei test sierologici rapidi ai lavoratori stagionali del settore agricolo. «È questo un momento particolarmente importante per i servizi di prevenzione e contrasto del Coronavirus – spiega il Direttore Generale dell’Ulss 6 Euganea, Domenico Scibetta – perché molte attività stanno riaprendo dopo la pausa estiva ed è necessario che ciò avvenga con rischi ridotti al minimo. In questa fase, l’azione di prevenzione dei contagi ci vede impegnati su più fronti contemporaneamente: dai tamponi obbligatori per i viaggiatori che rientrano dai Paesi esteri a rischio fino ai test sierologici rapidi per il personale scolastico ormai prossimo a rientrare in servizio con la riapertura delle scuole. A questi due consistenti filoni di attività si andrà quindi ad aggiungere la campagna di screening rivolta ai lavoratori agricoli stagionali, che con l’avvio della vendemmia saranno coinvolti su tutto il territorio provinciale. Il test sierologico rapido messo loro a disposizione permetterà di intercettare preventivamente eventuali casi positivi, in modo che il lavoro degli addetti del comparto agricolo possa svolgersi in massima sicurezza. Per un’azienda sanitaria come la nostra la salute non è soltanto quella del corpo e della mente del singolo, ma anche quella del ‘corpus’ delle aziende produttive del territorio, piccole o grandi che siano. La nostra missione è che siano e rimangano in salute, e in questo senso la collaborazione con Coldiretti, Cia e Confagricoltura è per noi preziosa perché ci aiuta a metterle in condizione di ridurre i rischi, agendo di prevenzione».

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