I carabinieri commemorano Codotto e Maronese a trentanove anni dall'eccidio

Si è svolta mercoledì la cerimonia in ricordo di Enea Codotto e Luigi Maronese, tragicamente periti in servizio il 5 febbraio 1981 in uno scontro a fuoco con i militanti dei Nar

La commemorazione solenne

«Oggi si è celebrato un evento che per i carabinieri di Padova e per l’Arma tutta assume un duplice significato: il primo di carattere sentimentale nei confronti di due nostri militari che hanno perso la vita eroicamente, il secondo istituzionale poiché la caserma dove tutti noi quotidianamente prestiamo servizio è a loro intitolata». Così il comandante della legione carabinieri "Veneto" ha aperto la cerimonia solenne.

Il ricordo

In occasione del trentanovesimo anniversario dall'omicidio dei due militari il comandante della legione carabinieri "Veneto", generale di brigata Fabrizio Parrulli, ha deposto un mazzo di fiori davanti alla lapide all’ingresso della caserma di via Rismondo che di Codotto e Maronese porta il nome. Poi sul luogo dell'agguato al Bassanello, lungo il canale Scaricatore, il generale ha reso omaggio alla lapide alla presenza di una rappresentanza del comando padovano e dell’Associazione nazionale carabinieri, oltre che dei familiari delle vittime e del presidente del consiglio comunale in rappresentanza del sindaco. La cerimonia è stata seguita dalla messa officiata dal cappellano militare don Corrado Tombolan all'interno della caserma.

carabinieri divisa def cerimonia2-2

La tragica notte

Era la sera del 5 febbraio di trentanove anni fa quando l'appuntato Enea Codotto e il carabiniere Luigi Maronese in qualità di autista, in turno per Nucleo radiomobile, rispondevano alla segnalazione di un cittadino. Arrivati lungo il canale Scaricatore, in un luogo appartato, avevano notato un gruppo di persone sospette intente a recuperare armi e munizioni nascoste lungo l'argine. Erano terroristi dei Nuclei armati rivoluzionari, responsabili di decine di omicidi. Alla vista dei militari è nato un feroce scontro a fuoco che ha lasciato a terra i due carabinieri. Anche se gravemente feriti, Codotto e Maronese sono riusciti a colpire uno dei capi dell'organizzazione, Valerio Fioravanti, permettendone l'arresto.

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L'onorificenza alle vittime

Quella tremenda notte segnò una svolta fondamentale nella lotta al terrorismo. Il sacrificio di Codotto e Maronese permise di catturare numerosi criminali aderenti ai Nar e loro fiancheggiatori, recuperando armi, documenti ed esplosivi che di fatto scongiurarono altri tremendi attacchi. «Aggrediti dai terroristi in agguato, benché gravemente feriti, reagivano con le armi in dotazione ferendo un malfattore. Luminoso esempio di virtù militari, fulgido ardimento e assoluta dedizione al dovere fino all'estremo sacrificio», i due carabinieri sono insigniti della medaglia d'oro al valor militare alla memoria, la più alta ricompensa che lo Stato riconosce ai servitori eroici caduti in servizio.

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