Regolamento di conti per la droga: massacrato e costretto a spogliarsi, arrestato il boss

Un 40enne albanese, arcinoto pregiudicato, è stato arrestato e incarcerato al termine di un'indagine che lo ha riconosciuto responsabile di una brutale aggressione risalente a marzo

Il materiale sequestrato nell'abitazione dell'albanese

É costellato di violenze brutali il curriculum criminale di Marvin Strazimiri, 40enne albanese che vive a Padova. Solo nel 2020 si è prima reso responsabile di un tentato omicidio e successivamente del tremendo pestaggio ai danni di un 30enne di Due Carrare, reo secondo Strazimiri di avergli sottratto un carico di droga.

Le accuse

Dopo quell'episodio le indagini messe in campo dai carabinieri di Battaglia Terme hanno permesso di raccogliere un'imponente quantità di prove schiaccianti a carico del 40enne. Prove integralmente accolte dal Gip di Padova che nei suoi confronti ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere notificatagli nei giorni scorsi. Strazimiri è infatti accusato di lesioni personali aggravate, minaccia aggravata, violenza privata aggravata, spaccio di sostanze stupefacenti e detenzione abusiva di armi.

La brutale aggressione

A marzo il 40enne aveva avuto un incontro con un 30enne di Due Carrare, con il quale era in affari nella gestione di un traffico di droga. Il padovano aveva acquistato una partita di cocaina su ordine dell'albanese, il quale lo aveva poi accusato di averne tenuta per sé una parte. Un affronto intollerabile per Strazimiri, che aveva convocato il suo sodale infliggendogli una punizione esemplare davanti agli altri affiliati, costretti a loro volta ad assistere dopo essere stati minacciati. Lo aveva massacrato a mani nude, tanto da rompergli la mandibola e costringerlo a essere ricoverato per subire un delicato intervento chirurgico. Ma non solo. Il 30enne aveva subito il pestaggio con una pistola puntata alla tempia ed era stato costretto a spogliarsi e subire una perquisizione corporale per dimostrare di non avere addosso la droga.

La perquisizione

Raccolte le prime prove nei confronti dell'albanese, i carabinieri ne avevano perquisito l'abitazione sequestrandovi una pistola scacciacani con caricatore e quattro proiettili, un proiettile calibro 9, una bomboletta di spray urticante, un manganello a torcia, un tirapugni, alcune radio portatili e dei contenitori con residui di marijuana e cocaina. Inoltre a inizio marzo Strazimiri era già stato arrestato per un tentato omicidio commesso il 22 gennaio in Puglia e si trovava per questo già recluso al Due Palazzi dove gli è stato notificato il nuovo provvedimento.

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