Giovedì, 23 Settembre 2021
Cronaca Camposampiero

Irregolarità nei laboratori cinesi: un arresto, 23 denunce e multe per mezzo milione

Vasta operazione dei carabinieri nella giornata di giovedì che ha permesso di scoprire diverse irregolarità anche in materia di norme anti diffusione del Coronavirus

Per tutta la giornata di giovedì i carabinieri della stazione di Camposampiero insieme ai militari della compagnia di Cittadella e a quelli del Gruppo Carabinieri Tutela del Lavoro di Venezia, del Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro di Padova e del Nucleo Carabinieri Tutela Salute di Padova, a cui si è aggiunto personale della Guardia di Finanza della Compagnia di Cittadella, sono stati impegnati nello svolgere dei controlli in tre laboratori gestiti da cittadini cinesi ubicati nell’Alta Padovana.

Le irregolarità

Nello specifico i controlli hanno riguardato due laboratori facenti capo a Liyu Chen, cinese classe 1983 domiciliata a Santa Giustina in Colle e titolare della ditta “Confezioni Iris” con sede nei comuni di Camposampiero e Santa Giustina in Colle. Un altro controllo è stato eseguito, in contemporanea, anche nei confronti di un laboratorio con sede a Fontaniva, il cui legale rappresentante è un cittadino cinese N.J., nato nel 1960 e residente nella sede dell’azienda. L’attività d’indagine è iniziata con i servizi di controllo del territorio che hanno fatto emergere un insolito viavai di cittadini cinesi in alcuni stabilimenti di confezioni tessili. Dagli accertamenti sono emersi tre obiettivi che lasciavano presumere l’impiego di manodopera in nero e clandestina. La Procura ha autorizzato un decreto di perquisizione e alle prime luci dell’alba di giovedì è scattata l’operazione a Camposampiero e Santa Giustina in Colle, sedi delle “Confezioni Iris”. Nella circostanza sono stati trovati 35 cittadini cinesi che vivevano in condizioni precarie e venivano sfruttati come lavoratori irregolari negli stessi locali. Di questi, 23 sono risultati essere clandestini e privi di documenti. Inoltre, sono state riscontrate numerose violazioni in materia di sicurezza sul lavoro e della normativa di prevenzione della diffusione del coronavirus. Sono state elevate sanzioni penali per 290mila euro e amministrative per 120mila euro.

Arresto

Liyu Chen è stata arrestata per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e occupazione di lavoratori clandestini. I 23 cittadini cinesi clandestini sono stati identificati e denunciati in stato di libertà per il reato di immigrazione clandestina. Le sedi aziendali sono state sequestrate e l’attività lavorativa è stata sospesa. Analoga attività è stata svolta nei confronti di un laboratorio di confezioni tessili di Fontaniva, dove sono state contestate sanzioni penali per un totale 104mila euro e amministrative per un totale di 5 mila euro, con sospensione dell’attività lavorativa per 5 giorni e sequestro, a titolo cautelativo, di 8mila euro in contanti nascosti all’interno di un furgone. Durante i controlli è stata anche riscontrata l’attività di confezionamento di tute protettive simili a quelle per uso sanitario negli ospedali. In relazione alle stesse sono in atto le opportune verifiche per ricostruire la catena di distribuzione e la regolarità della stessa. 

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