Operaio di giorno, spacciatore nel tempo libero: in casa un vivaio artigianale per la droga

É finito ai domiciliari un giovane peruviano che oltre al regolare lavoro in azienda arrotondava coltivando e vendendo cannabis. Nell'abitazione piante, serre e strumentazione

Dopo un illustre precedente nel monselicense lo scorso maggio, quando a finire nei guai fu un italiano arrivato a convertire i mobili di casa in mini serre, un altro operaio si è reinventato coltivatore e spacciatore.

I pedinamenti

Anche in questo caso a incastrare l'uomo è stata la perquisizione dell'abitazione, che non ha lasciato dubbi agli inquirenti sulla sua seconda attività e fonte di guadagno. Una lunga serie di appostamenti nei dintorni dell'appartamento in centro a Ponte San Nicolò hanno permesso ai carabinieri di accertare che l'accusato, un 25enne peruviano, gestiva un traffico illecito legato al mondo della droga.

Un vivaio casalingo

La mattina di martedì 19 giugno il controllo domiciliare e la conferma: nella casa di V.Z.J.K. operaio originario del Perù, c'erano piante di marijuana, un complesso impianto di coltivazione e tutto l'occorrente per la preparazione e la vendita. Non solo la coltivazione dunque, ma anche lo spaccio ad aggravare la posizione del giovane. In una stanza erano disposte 6 piante di cannabis e gli strumenti per la semina, la raccolta e il confezionamento, oltre a due serre artigianali costituite da un'impalcatura di tubolari e un sistema di illuminazione e areazione, con lampade alogene, aspiratori, ventole e termostati.

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L'arresto

Tutto è stato sequestrato, ma a confermare anche l'attività di spaccio sono state le decine di sacchetti in cellophane - con tanto di logo della marijuana impresso - e un bilancino di precisione, prove inequivocabili del fatto che la droga prodotta venisse poi venduta. Il 25enne è stato arrestato per detenzione e spaccio di stupefacenti e condotto in caserma, per poi essere riaccompagnato a casa dove è recluso agli arresti domiciliari a disposizione dell'autorità giudiziaria.

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