Assumere i farmaci correttamente, sperimentazione nazionale

Treviso è capofila con l'Università di Padova della "Medicine use review"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PadovaOggi

L'assunzione di farmaci in dosaggi eccessivi o insufficienti, magari senza l'indicazione di un professionista, l'interruzione delle terapie senza il consenso del medico, la mancata conoscenza degli effetti dei farmaci o dei rischi di reazioni avversa derivanti dall'interazione con altri medicinali, sono solo alcuni dei problemi che caratterizzano il complesso rapporto tra pazienti e medicinali, con possibili danni per la salute e, di conseguenza, costi assistenziali più alti a carico dello Stato. Nei Paesi occidentali l'aderenza al trattamento farmacologico, tra i pazienti affetti da patologie croniche come l'asma, arriva soltanto al 50% (fonte OMS), causando serie conseguenze cliniche, psicosociali ed economiche.

"Per questo - spiega Franco Gariboldi Muschietti, Presidente di Federfarma Treviso - promuovere la cosiddetta 'aderenza terapeutica' è un'esigenza importante, in primis per la salute dei cittadini ma anche per la sostenibilità del sistema sanitario e del Paese. Siamo orgogliosi di dire che siamo stati i primi ad aderire, in via sperimentale (oggi solo nell'ambito delle patologie asmatiche), al Mur, Medicine Use Review, che è in uso in Inghilterra dal 2005: Treviso quindi capofila di un progetto che punta a migliorare lo stile di vita dei pazienti anche con l'aiuto del farmacista di fiducia. A questo si aggiunga, in un periodo di Spending Review permanente, la possibilità di cogliere l'ottimizzazione dei costi, della spesa farmaceutica e delle degenze; giusto per fare un esempio un solo giorno di ricovero ospedaliero costa 800 euro".

Il coordinatore della sperimentazione, durata tre mesi, organizzata con l'Ordine dei Farmacisti di Treviso, il Consorzio Farmarca e Federfarma Treviso, con il patrocinio della Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani e dell'Università degli Studi di Padova, è il Prof. Andrea Manfrin, docente della Medway School of Pharmacy dell'Università del Kent, a cui hanno partecipato 20 farmacie del territorio trevigiano: "stiamo - spiega Manfrin - passando da un mondo 'farmaco-centrico' ad un mondo 'paziente-centrico'. Il paziente deve essere l'hub, il centro nevralgico, del sistema: se tutti lavoriamo con questo obiettivo in mente i costi e risultati verranno ottimizzati. Treviso è capofila di questo progetto, la prima che ci ha creduto, poi gli altri si sono accodati: ora ci sono 200 persone che hanno collaborato a questo studio. Siamo davanti ad un lavoro di un pool di persone e non di certo del singolo".
"Il lavoro - dice Manfrin - è stato svolto a step. La sperimentazione è durata quattro mesi. Alla fine quello che è emerso è che solo il 18% dei pazienti in cura nell'ambito di trattamenti anti-asmatici, oggetto di questo studio, non ha problemi (il che non significa pero' che il paziente risulti 'aderente' alla terapia); inoltre il 60% dei pazienti intervistati ha evidenziato di avere una qualche tipologia di problema legato, ad esempio, ad alzarsi la notte con il fiato corto; in totale, secondo quanto riportato dai farmacisti coinvolti nello studio, ben l'87% dei pazienti una volta avvicinato al progetto Mur nel beneficia".

Secondo Maria Cama, Presidente dell'Ordine dei farmacisti di Treviso, stando ad i risultati emersi "è dimostrato scientificamente che il farmacista ha un ruolo insostituibile, sul territorio, anche per quanto riguarda l'aderenza e la correttezza d'uso della terapia dei pazienti". Ma cos'è esattmente il Mur? "Il Mur - spiega - è una intervista strutturata che il farmacista conduce con il paziente per guidarlo ad un corretto uso dei farmaci. Mi preme sottolineare l'importanza della figura del farmacista quale esperto del farmaco che non invade le competenze del medico anzi l'Mur è un possibile metodo per far si che la terapia indicata dal medico curante venga utilizzata correttamente, la salute del paziente migliori e si evitino maggiori costi sociali e sanitari".

"Un progetto entusiasmante - sottolinea Livio Patelli, Presidente del Consorzio Farmarca - che ci ha portato ad aderirvi immediatamente perchè spiega bene il farmacista che noi vorremmo essere: è corretto che oltre a dare i farmaci, a venderli, questi vengano spiegati come vanno assunti". Alla sperimentazione ha contribuito anche Giorgio Santelli, primario di Pneumologia all'Ospedale Ca' Foncello di Treviso. Lo studio sarà presentato al prossimo Congresso della International Pharmaceutical Federation.

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