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Il flash mob in Prato della Valle

Il flash mob in Prato della Valle

"No Coal" Flash mob ambientalista in Prato contro l'uso del carbone

Oltre 50 persone si sono sdraiate sulla strada che cinge la grande piazza di Padova, a formare la scritta in inglese affinchè il governo si decida a smantellare la vecchia centrale di Porto Tolle (Rovigo) e a riconvertire la "Alessandro Volta" di Fusina (Venezia)

Legambiente, Greenpeace, Wwf Terra onlus, Asu, Sindacato degli studenti, Comitato lasciateci respirare e Ya Basta sono stati protagonisti, sabato, di un flash mob in Prato della Valle, con oltre cinquanta persone vestite di nero, a simboleggiare che il carbone è "un buco nero nel nostro futuro". Gli attivisti si sono sdraiati sulla carreggiata della strada che cinge la grande piazza padovana, in modo da formare la scritta in inglese "No Coal", contro l'utilizzo di carbone fossile. I manifestanti hanno chiesto che il governo si decida a smantellare la vecchia centrale di Porto Tolle (Rovigo) e di riconvertire la centrale Enel "Alessandro Volta" di Fusina (Venezia).

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INVESTIRE SULLE RINNOVABILI. “Pochi lo sanno, ma lo scorso maggio, piovoso e poco soleggiato, il nostro paese ha prodotto quasi il 44% della sua energia elettrica da fonti rinnovabili  - spiega Davide Sabbadin, responsabile energia di Legambiente Veneto - Quasi il 50% di quello che hanno consumato le nostre aziende, le nostre case e i nostri uffici è stato prodotto, dal sole, dalla terra, dal vento, dai fiumi. Un dato del genere, solo pochi anni fa, sarebbe suonato come semplicemente irrealistico. Tutto bene dunque? No. Perché mentre crescono le rinnovabili, si continuano a incentivare le centrali a combustibili fossi, per 5 miliardi di euro, che pagano gli italiani in bolletta. Non solo il ministro dello Sviluppo economico Flavio Zanonato è tornato sul tema della trasformazione a carbone della centrale di Porto Tolle, dichiarando un suo impegno per far sì che Enel si ricreda e torni a scommetterci. Una sciocchezza, visto che nel Veneto, in questi anni, abbiamo installato centinaia di mw di potenza elettrica rinnovabile: fotovoltaico, biogas, biomasse ed idroelettrico rappresentano ormai la maggior parte del parco elettrico della nostra regione. Infine – conclude Sabbadin – è del tutto evidente che solo con l’ulteriore diffusioni delle rinnovabili (e non con le importazioni estere di carbone, oltretutto sussidiato dallo Stato) si potranno abbassare i costi della bolletta elettrica per i cittadini".

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