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Giovedì, 23 Maggio 2024
Cronaca Noventa Padovana

A Noventa si prega per Stefano, a Ponte San Nicolò il pensiero è solo per Adriano

Due comunità che stanno vivendo queste giornate con sentimenti di dolore, speranza, fede e solidarietà. I due ingegneri coinvolti nella strage della centrale idroelettrica hanno reso ancor più uniti i due territori a fronte di una tragedia senza precedenti

Due sentimenti opposti si stanno vivendo tra Ponte San Nicolò e Noventa Padovana. Se da una parte il dolore, il ricordo e lo strazio hanno preso il sopravvento dopo il rinvenimento del corpo senza vita di Adriano Scandellari 57 anni, a Noventa si prega affinchè Stefano Bellabona 55 anni possa riprendersi dalle gravi ustioni riportate nella strage della centrale idroelettrica. Vi è un filo conduttore che lega le due comunità che fin dai primi istanti in cui si è sparsa la voce del disastro in provincia di Bologna, hanno fatto quadrato attorno alle due famiglie. Due ingegneri che si sono alzati la mattina per andare a svolgere con passione il proprio dovere di professionisti che non hanno più fatto rientro a casa. Uno, Adriano, per sempre.

Adriano Scandellari e il luogo della tragedia

Si attende la salma 

A Ponte San Nicolò la famiglia è costantemente supportata da amici, parenti e semplici conoscenti che si stanno alternando nel condominio di via Palladio per dare un aiuto concreto e spirituale alla moglie e alle due figlie di Adriano. Il parroco don Daniele Cognolato ha riferito: «Passeranno ancora diversi giorni prima che si possa stabilire la data dei funerali. Nel frattempo mi commuove la partecipazione della nostra comunità di Ponte San Nicolò che si è messa completamente a disposizione della moglie di Adriano in questo difficile momento. Ci si interroga su tante cose in questi momenti. Quello che deve emergere in questi casi è che la fede è davvero l'unica medicina in grado di trovare le forze per andare avanti anche di fronte a situazioni così strazianti come quelle che stiamo vivendo in paese». Nel frattempo il sindaco Martino Schiavon ha ribadito che per il giorno del funerale del concittadino, visto quello che è successo, e la portata della tragedia, sarà proclamato il lutto cittadino. 

Una speranza da coltivare

A Noventa Padovana le preghiere di tutti sono rivolte all'altro ingegnere, Stefano Bellabona che vive in una villetta di via Monteverdi a Noventana con la moglie e due figli. E' ricoverato in prognosi riservata nella Terapia intensiva dell'ospedale di Parma con ustioni diffuse in tutto il corpo. I suoi familiari più stretti sono al suo capezzale e non attendono altre che notizie confortanti dal personale ospedaliero che fin dai primi minuto del ricovero stanno cercando di salvare il 55enne. Sulla vicenda si è espresso il sindaco Marcello Bano: «E' il classico amico che tutti vorrebbero avere nella propria compagnia - ha riferito un cittadino che conosce molto bene Stefano - ecco perchè quanto è accaduto fa ancora più male. Ci auguriamo che questa sofferenza snervante serva per raggiungere il prima possibile la completa guarigione. Stefano è innamorato del suo lavoro, della sua famiglia della sua parrocchia. Non merita tali dolori». Anche oggi il sindaco Marcello Bano ha fatto da tramite con la famiglia per evidenziare le ultime novità: «Difficile essere ottimisti quando ci troviamo di fronte ad un paziente con gravi ustioni, tuttavia - ha rimarcato il primo cittadino - ogni giorno che passa senza complicazioni, è un piccolo tassello verso la guarigione. Sarà un percorso lungo, ma tutti noi desideriamo poterlo riabbracciare. Abbiamo detto alla moglie e ai suoi familiari più stretti che l'amministrazione comunale è a loro completa disposizione per qualsiasi bisogno».

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