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Scuole occupate, la preside del Valle lascia fuori gli studenti

Ieri gli alunni hanno trovato le porte della sede centrale dell'istituto professionale allucchettate. La dirigente scolastica non aveva acconsentito all'occupazione. Gli studenti hanno quindi presidiato il cortile. Sul posto i carabinieri e la Digos

Contraria all'occupazione della scuola, la preside della sede centrale di via Tiziano Minio del "Valle" (a indirizzo grafico, fotografico, turistico e commerciale) di Padova, Maria Grazia Bollettin, ha impedito ieri l'ingresso degli studenti nell'istituto bloccando di fatto tutte le porte di accesso con catene e lucchetti.

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I FATTI. Secondo una prima ricostruzione dei fatti, la dirigente scolastica, in alternativa all'occupazione richiesta dagli studenti sulla scia di altre iniziative simili in corso in altri istituti della città, aveva acconsentito, nella giornata di ieri, alla convocazione dalle 8 alle 13.30 di un'assemblea di istituto al palasport di Piazzale azzurri d'Italia all'Arcella, rilevando che la sede centrale del Valle non "presenta le condizioni di sicurezza adeguate". Anche oggi, dalle 8 alle 12, era in programma un'altra assemblea nella tensostruttura del cortile della scuola in via Minio. Il primo incontro di ieri però è stato disertato da un nutrito gruppo di allievi che, decisi invece ad occupare la scuola, si sono recati alla sede centrale per trovare appunto le porte chiuse. Da precisare che la stessa preside ha acconsentito ad attività di autogestione all'interno della succursale "Cavalletto" in via Cavallotti pure sempre rilevando che "non presenta le condizioni di sicurezza adeguate".

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LE FORZE DELL'ORDINE. Gli studenti della sede centrale, impossibilitati ad entrare si sono così appostati nel cortile, per dare voce alla propria protesta contro i tagli alla spesa scolastica, le difficoltà riscontrate dal proprio istituto professionale in attività di laboratorio e, vista la situazione, contro la decisione della dirigente scolastica di lasciarli fuori. Sul posto sono intervenuti sia i carabinieri, chiamati dagli studenti, che gli uomini della Digos, per tenere monitorata la situazione.

IL PROVVEDITORATO.  In tarda mattinata, una delegazione degli studenti ha incontrato il provveditore agli studi Paolo Jacolino, che ha raccolto le testimonianze dei ragazzi su quanto accaduto a scuola, invitandoli a produrre una relazione sui fatti, invito inoltrato anche alla preside dell'istituto.

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