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Trebaseleghe: l'ultimo saluta a Pietro e Francesca

All’uscita delle due bare gli amici hanno lanciato in cielo una serie di palloncini tra cui due a cuore di colore rosa e azzurro

Le due comunità di San Giorgio delle Pertiche e di Trebaseleghe che si sono unite attorno alla famiglia di Pietro e Francesca Pontin, i figli di Alessandro, uccisi domenica scorsa dal padre con una serie di coltellate. Una cerimonia sobria ma allo stesso tempo toccante. Le bare del tredicenne e della quindicenne sono arrivati da Padova verso le ore 13, la funzione religiosa celebrata da don Massimo Facchin è appena iniziata. Ad accogliere i feretri tantissime persone strette nel dolore, molte di loro hanno in mano una rosa bianca in mano. Tutto il paese di San Giorgio delle Pertiche si è fermato: spente le luci di Natale e le bandiere del comune a mezz’asta, qualche cittadino ha voluto accendere sulle finestre candele e lumini.  

Cerimonia

Una cerimonia ristretta, che ha visto presenti la mamma Roberta Calzarotto, i familiari, compresi quelli dell’uomo e i compagni di scuola dei due giovanissimi. La messa è durata poco meno di un’ora. All’uscita delle due bare gli amici hanno lanciato in cielo una serie di palloncini tra cui due a cuore di colore rosa e azzurro. I compagni della scuola media locale di Pietro hanno portato e consegnato alla madre una busta con all’interno una serie di pensieri rivolti al loro amico tragicamente scomparso. Il corteo funebre si è poi diretto a piedi verso il cimitero di Arsego, frazione dove i due fratelli vivevano, per la tumulazione delle salme.

Amore

Al funerale hanno partecipato i carabinieri della compagnia di Cittadella, Daniele Canella, sindaco di San Giorgio delle Pertiche che vestiva la fascia tricolore, e la collega Antonella Zoggia, primo cittadino di Trebaseleghe. Durante l’omelia il parroco ha ricordato così le due vittime: «Non li conoscevo direttamente- ha detto il sacerdote- ma li incontrerò in cielo. Due ragazzi diversi, il cui ricordo resterà sempre in tutti noi così come la memoria di questa immane tragedia». A metà celebrazione le parole più pungenti: «Siete delle buone persone, ora dall’alto del cielo la vostra bontà fatela cadere come gocce su chi amate. Fate dal cielo quello che non potete più fare sulla terra. Versate un po’ del vostro buon cuore anche sul vostro papà che in un momento di pazzia ha compiuto questo gesto. Anche lui ha bisogno di amore puro».

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