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Truffa all'Inps, riceve l'assegno sociale ma vive in Venezuela

Protagonista un 80enne padovano, scoperto dalla Guardia di Finanza di Cittadella nell'ambito di una serie di controlli incrociati che già ad agosto aveva consentito di scovare altri 6 casi simili in Argentina

Riceveva dal 2007 un assegno sociale intorno ai 500 euro mensili, per un totale complessivo, ad oggi, di 30mila euro incassati. Questo il volume della truffa architettata da un 80enne padovano di fatto residente all'estero in Venezuela, scoperto e denunciato dalla Guardia di Finanza di Cittadella alla Procura della Repubblica di Padova per il reato di truffa aggravata e continuata ai danni dello Stato.

IL REQUISITO DELLA RESIDENZA. L'anziano è accusato, nello specifico, di aver percepito indebitamente -  senza i requisiti previsti per legge - gli emolumenti assistenziali spettanti ai cittadini che si trovano in disagiate condizioni economiche. L’assegno sociale interessa infatti i cittadini italiani, comunitari (con iscrizione all’anagrafe comunale), extracomunitari (titolari di permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo) e rifugiati politici ed apolidi che abbiano compiuto 65 anni di età, rispettino particolari condizioni reddituali e siano residenti effettivamente ed abitualmente in Italia. Quest'ultima condizione, a seguito delle indagini condotte dai militari della compagnia di Cittadella che hanno incrociato le posizioni assistenziali Inps relative a persone beneficiarie di assegno sociale iscritte all’Aire (Anagrafe degli italiani residenti all’estero), non risultava soddisfatta.

IL PRECEDENTE: RICEVONO L'ASSEGNO SOCIALE MA RISIEDONO IN ARGENTINA

LA TRUFFA E I PRECEDENTI. Le fiamme gialle hanno appurato che l'80enne era tornato nel 2007 per un breve periodo in Italia allo scopo di avviare la pratica per l’ottenimento dell’assegno sociale. Ulteriori approfondimenti investigativi hanno permesso di accertare che il contributo statale, una volta ottenuto, veniva accreditato su un conto corrente cointestato con un conoscente che aveva il compito di prelevare mensilmente l’emolumento per poi inviarlo nel paese estero all'anziano. Quest'ultimo caso accertato di truffa ai danni dell'Inps si inserisce nello stesso filone d'indagine che all'inizio dell'agosto scorso ha portato alla denuncia, sempre da parte dei militari di Cittadella, di altre 6 persone che, con il medesimo modus operandi, erano risultate percepire l'assegno sociale pur residendo di fatto in Argentina.

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