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Lunedì, 17 Giugno 2024
Cronaca

Truffe a istituti di credito: arrestato imprenditore, aveva fatto fallire un'azienda padovana

L'uomo, residente nel Mantovano, è accusato anche di bancarotta fraudolenta: "giro d'affari" di un milione di euro

Arrestato dalla Guardia di Finanza di Padova in quanto responsabile di numerosi episodi di truffa perpetrati ai danni tanto di istituti di credito, dai quali si faceva erogare linee di credito che non venivano poi onorate, quanto di imprese, alle quali ordinava beni senza poi provvedere a pagare i relativi corrispettivi: manette ai polsi per M.A., 49enne residente a San Giorgio Mantovano (MN). L'uomo è accusato anche di bancarotta fraudolenta, poiché tali truffe hanno condotto anche al fallimento di una società padovana (vicenda per la quale a settembre era già finito in carcere S.B., 64enne di Schiavon).

Modus operandi

Militari del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di Finanza di Padova hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P. di Padova su richiesta della locale Procura della Repubblica, nonché numerose perquisizioni nelle provincie di Padova, Rovigo, Mantova e Brescia. Il modus operandi utilizzato era ormai rodato: prima veniva individuata una impresa “inattiva” avente sede in luoghi lontani da quelli dove venivano perpetrate le truffe, e poi la società veniva fatta rilevare da un prestanome e contestualmente trasferita di sede in un luogo in cui risultava sconosciuta. Successivamente venivano depositati floridi bilanci artefatti, al fine di dare dimostrazione di ottimi indici patrimoniali e finanziari. Tali documenti venivano presentati presso le filiali di istituti di credito e società di leasing per ottenere linee di finanziamento o beni che poi venivano distratti. Nel corso di tali attività venivano anche compiute truffe a numerose imprese per ottenere beni che venivano immediatamente rivenduti senza pagare i fornitori.

Truffe per un milione di euro

L’importo delle truffe scoperte ammonta a circa 1 milione di euro, cifra che peraltro è stata successivamente contestata dalla Procura delle Repubblica, come bancarotta fraudolenta per distrazione, una volta che la società è stata dichiarata fallita. Tra la fine dello scorso anno e gli inizi di quest’anno, dopo che la precedente società era stata bloccata per le indagini svolte, il soggetto ora tratto in arresto non si era perso d’animo assumendo al suo soldo un nuovo “prestanome”, F.M, di 60 anni e residente a Teolo (PD), a cui era stata intestata una nuova società “inattiva”, originariamente avente sede a Milano e poi trasferita a Badia Polesine (RO). I militari hanno rilevato che, anche in questo caso, l’impresa aveva caratteristiche in tutto simili a quelle utilizzate in precedenza per compiere le frodi (lunga inattività, spostamento di sede, presentazione di floridi bilanci ora per allora ed altro ancora). Nell’occasione sono state eseguite ulteriori perquisizioni presso le sedi dell’impresa a Badia Polesine (RO) e San Felice del Benaco (BS) ove sono stati acquisiti significativi elementi investigativi da approfondire.

Guardia Finanza 2-2

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