Inviava messaggi dicendo di avere "vino buono": era un codice per spacciare cocaina

Il pusher è stato arrestato dalla polizia e ora si trova in un centro di permanenza di Torino. Ai suoi clienti scriveva di avere "vino buono" per far capire che aveva della droga da vendere

Dopo l’espulsione è tornato in Italia e ha ripreso l’attività di spaccio. È stato bloccato dagli agenti della Squadra mobile.

Il fatto

Mercoledì 29 settembre una pattuglia si trovava in via Chiesanuova quando ha notato una persona ferma nel parcheggio di un supermercato. Era un volto noto, conosciuto come assuntore di droghe quindi i poliziotti si sono fermati per capire cosa stava accadendo. Un tunisino di 24 anni, in sella a una bici, si è avvicinato e c’è stato uno “scambio di mano”. Poi il pusher si è diretto verso le Brentelle. È stato fermato all’interno di un negozio di kebab e identificato mentre veniva bloccato anche l’acquirente: aveva comprato una dose di cocaina per 50 euro. Il giorno prima, lo spacciatore gli aveva inviato un messaggio nel quale diceva di avere “vino buono”. Il tunisino era stato espulso l’anno prima e poi rientrato clandestinamente. È stato arrestato e il tribunale ha deciso per l’accompagnamento ad un centro di permanenza di Torino.

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Altre indagini

Nello stesso giorno gli agenti hanno controllato un bar di via Marsala dove era stata segnalata la presenza di spacciatori. Effettivamente all’interno di un bidone dell’immondizia hanno trovato 20 grammi di hashish e della marijuana (sequestrati). Lì vicino c’erano tre tunisini sui quali si stanno facendo accertamenti.

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