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Confesercenti: “Dalla crisi alla ripresa con online e turismo”

Secondo uno studio dell'associazione l'anno trascorso è stato disastroso: chiuse mille aziende, tre al giorno. Per il 2015 si prevede un'inversione di rotta soprattutto nel turismo e nell'e-commerce

Per la ripresa dell’economia nel 2015 ci si affiderà molto al turismo e al web, settori nei quali si prevede un’inversione di rotta e una vera e propria impennata. A dirlo è Confesercenti Padova che fa una stima dell’economia nella provincia sia dello scorso 2014 che per il prossimo anno.

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LE PREVISIONI. Se nel 2014 hanno chiuso mille imprese, tre al giorno, e dal 2009 quasi 4mila si sono dovute arrendere alla crisi nei prossimi anni potrebbe esserci un miglioramento. Ci si aggrapperà, dunque, alla nascita e al trend positivo di imprese nel settore del turismo ma anche agli acquisti fatti online dove si stima che già dal 2017 ci sarà un vero e proprio boom. Ma la moda dell’e-commerce non ucciderà i negozi tradizionali che soprattutto nel settore alimentare, dalla pasticceria alla pescheria fino al fornaio e all’ortofrutta, vivranno una vera e propria rinascita già da quest’anno. Boom anche del commercio ambulante mentre previsioni nere, invece, per gli esercizi non specializzati che subiranno un crollo. Saranno anni difficili anche per gli esercizi specializzati in prodotti per uso domestico e di abbigliamento e calzature.


RIPOPOLAMENTO DELLE IMPRESE. Nicola Rossi, presidente di Confesercenti Padova, analizza i dati: “Nonostante i rischi di ricaduta la fase peggiore della crisi dovrebbe essere superata. Le nostre previsioni, elaborate sulla base dell’analisi degli andamenti recenti, suggeriscono per i prossimi due anni uno scenario di progressivo, seppure lento, ‘ripopolamento delle imprese’. A sopravvivere, però, sarà solo l’impresa che saprà cogliere i mutamenti del mercato interno. L’influenza dei progressi tecnologici sui nostri settori, ormai, non può più essere negata. Non potranno esistere, nel prossimo futuro, imprese che fanno a meno di internet. L’ondata di innovazione non va contrastata, ma cavalcata. In primo luogo liberandosi dell’idea che possa spazzare via i nostri settori: gli esercizi di vicinato rimarranno, e per alcune tipologie forse saranno ancora più diffusi di oggi”.

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