Coronavirus, le testimonianze delle imprese padovane tra smart working e preoccupazioni

Afferma Antonio Santocono, presidente della Camera di Commercio di Padova: «La situazione è durissima per tutti, ma ripartiremo insieme dopo questo shock e saremo più forti e proattivi di prima»

C’è chi è in trincea, con le serrande abbassate e in attesa del semaforo verde per riaccendere i motori. C’è chi non sa se tenere aperto anche di sabato o chiudere per evitare inutili sanzioni. Una commerciante si mette a piangere per un istante, poi si riprende e sussurra «ce la farò anche stavolta…». Non manca il professionista del settore d’intermediazione immobiliare che chiede cosa e quanto rischia se accompagna i propri clienti a visitare un’abitazione in vendita. Piccoli grandi storie aziendali di resistenza e resilienza al virus.

Chiarimenti

In questi giorni di incertezza e sconforto globale sul domani che verrà, dal microcosmo di piccoli imprenditori padovani è un pullulare continuo di richieste di aiuto e di chiarimenti sulle misure da rispettare, sulle imposizioni dell’ultimo decreto del Governo per contrastare l’emergenza sanitaria Covid-19, e sulle procedure da seguire per richiedere eventuali aiuti di Stato. Ma emergono anche testimonianze emotivamente toccanti su come le diverse sfere delle categorie produttive e dei servizi, stiano vivendo ed affrontando quest’emergenza invisibile. Invertire la tendenza al pessimismo, far capire a tutto il sistema impresa che, insieme, ne usciremo. Sono alcuni dei concetti a cui è legato il messaggio di speranza lanciato dal presidente della Camera di Commercio di Padova ​Antonio Santocono​: «​La situazione è durissima per tutti. I nostri imprenditori ce la stanno mettendo tutta per tenere duro e farsi trovare pronti quando sarà finita. Ripartiremo insieme dopo questo shock,e saremo più forti e proattivi di prima. Le nostre imprese devono sapere che la Camera di Commercio c’è, è al loro fianco e sta facendo di tutto per dare le risposte necessarie. È questo il tempo di assumerci tutti un senso di piena responsabilità e totale rispetto delle direttive varate dai diversi decreti del Governo. Da quasi due settimane stiamo tutti rivedendo le nostre abitudini, cambiandole fino a quando l’emergenza non sarà alle spalle. Dobbiamo farlo per la nostra salute e per quella degli altri. È questo il tempo per pensare, riorganizzarsi, rallentare e innovare, mantenendo sempre la barra dritta per farci trovare pronti quando sarà finita. Sì, perché la speranza non deve mai abbandonarci. Quando questo incubo sarà alle spalle, ripartiremo insieme. Più sani e ottimisti di prima. Come Camera di Commercio, stiamo già pensando al “dopo”, al momento in cui dovremo tirare fuori tutte le nostre energie, la nostra voglia di fare impresa e di progredire per nuove opportunità di sviluppo. Siamo un Paese che ha già dimostrato storicamente di saper rialzare la testa meglio di chiunque altro. Lo faremo ancora, uniti più che mai».

Smart working

In questi giorni, al servizio telefonico di Contact Center della Camera di Commercio padovana si registrano richieste di ogni tipo, provenienti soprattutto da piccole imprese e professionisti con partita iva. Pur essendo in regime di apertura limitata al pubblico come misura straordinaria di contenimento del Coronavirus (da lunedì 16 marzo e fino a quando non perverranno ulteriori indicazioni dalle autorità preposte, la Camera di Commercio di Padova è infatti aperta al pubblico solo nelle giornate di lunedì e giovedì dalle ore 9 alle 12.30), l’ente camerale sta adottando diverse modalità organizzative per continuare a fornire servizi primari e necessari a imprese e cittadini, garantendo il diritto alla salute. Si va dallo smart working adottato dal 95% del personale camerale al potenziamento dell'accesso ai servizi digitali, alla creazione di canali telematici di ascolto per supportare le imprese in questo momento particolarmente critico. Il tutto conseguito attraverso la collaborazione della società in house per l’intero sistema camerale InfoCamere, dal cui quartier generale, nel cuore della ZIP di Padova, eroga servizi digitali ad elevato contenuto tecnologico per tutte le Camere di commercio italiane.

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I dati

Come evidenzia il segretario generale dell’ente, ​Roberto Crosta,​ «​in questo clima di emergenza lo smart working diventa lo strumento in grado da un lato di abbassare la possibilità dei contagi e dall’altro di mantenere stabile il livello di produttività e ascolto delle esigenze delle imprese. A livello di sistema camerale nazionale ci sono attualmente più di 4 mila persone abilitate al lavoro agile grazie alle tecnologie. E’ la conferma che, oggi più che mai, non è importante dove sei, ma se ci sei. Le tecnologie consentono del resto di svolgere compiti che fino a pochi anni fa potevamo fare solo dall'ufficio. Ora possiamo lavorare, mandare mail, scrivere progetti, stendere relazioni, fare meeting  e videoconferenze attraverso i nostri device. Non è più importante dove siamo fisicamente ma se siamo connessi». Stando ai dati dell’Osservatorio del Politecnico di Milano, nel 2019 la percentuale di grandi imprese che ha avviato al suo interno progetti di smart working è del 58%, in lieve crescita rispetto al 56% del 2018. A queste percentuali vanno aggiunti un 7% di imprese che ha già attivato iniziative informali e un 5% che prevede di farlo nei prossimi dodici mesi. Del restante 30%, il 22% dichiara probabile l’introduzione futura e soltanto l’8% non sa se lo introdurrà o non manifesta alcun interesse. Anche tra le piccole e medie imprese si registra però un aumento della diffusione dello smart working: i progetti strutturati passano dall’8% del 2018 al 12% nel 2019, quelli informali dal 16% al 18%. Nonostante un raddoppio dei progetti strutturati rispetto al 2018, il lavoro agile nella Pubblica amministrazione invece è un fenomeno ancora troppo poco diffuso: i progetti di smart working nel settore pubblico coinvolgono mediamente solo il 12% dei dipendenti.
 

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