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Florovivaismo, quella padovana è la prima provincia del Veneto per volume d'affari

I dati sulla produzione registrano un -2%: perdite fra i 6 e gli 8 milioni durante il lockdown. In cima alla classifica dei comuni c'è quello di Saonara

La provincia di Padova si conferma la prima del Veneto relativamente al comparto florovivaistico. Gli ultimi dati diramati da Veneto Agricoltura, alla luce di uno specifico report del Servizio fitosanitario regionale, mostrano un quadro in chiaroscuro. In cima alla classifica il Comune di Saonara, con 70 attività su un totale di 436 censite nel 2019 a livello provinciale. Registrato un calo del 2% dei garden rispetto al 2018, quando erano 445. Sono 737 gli ettari vocati in tutta la provincia. Distinguendo tra i diversi aggregati produttivi, il più numeroso è quello del vivaismo ornamentale, nel quale è impegnato l’88,4% delle aziende. A seguire il settore orticolo (34,3% delle imprese) e il frutticolo (14,6%). Risultano inoltre in crescita i garden che si occupano di bonsai e di piante grasse (+50%).

Perdite delle aziende

Per quanto riguarda il primo semestre del 2020, che ha coinciso con il lockdown, risulta ancora difficile fare una stima delle perdite subite dalle aziende. «C’è stato il fermo totale proprio nei mesi primaverili, durante i quali le aziende vivaistiche realizzano la parte più consistente del fatturato», sottolinea Cia Padova. Dalle indicazioni raccolte in uno studio di Veneto Agricoltura è possibile ipotizzare una perdita del valore della produzione annua, in provincia, fra i 6 e gli 8 milioni di euro, in maniera differenziata a seconda della diversa tipologia produttiva realizzata dalle aziende. «Questi numeri danno la cifra del momento di forte difficoltà che sta attraversando il comparto – commenta Loris Schiavon, segretario di zona Cia Piove di Sacco-Saonara e responsabile florovivaismo Cia Padova – Nei mesi di marzo e aprile, ovvero nel clou della primavera, i consumatori hanno ridotto al minimo i loro spostamenti. Nel contempo, le consegne a domicilio di piante e fiori, attivate da molti garden, non hanno consentito di colmare il gap che si era ormai creato. Ci auguriamo in una ripresa in occasione delle prossime festività natalizie, anche se, dati alla mano, sembra che il 2020 sia compromesso».

Legge florovivaismo

Nei giorni scorsi, intanto, la Camera ha approvato la proposta di legge sul florovivaismo, che passerà ora all’esame del Senato. L’obiettivo è disciplinare aspetti quali la coltivazione, la promozione, la valorizzazione, la comunicazione, la commercializzazione, la qualità e l’utilizzo dei prodotti florovivaistici. «Si procederà ad una regolamentazione unitaria del settore – osserva il direttore di Cia Padova, Maurizio Antonini – Oggi viene disciplinato da differenti norme regionali, nazionali ed europee. Questo è un importante passo in avanti per uno dei settori più colpiti dalla quarantena. Auspichiamo che la legge venga adottata rapidamente, in modo da dare un segnale di attenzione all’intera filiera florovivaistica». Fra le altre misure, sono in arrivo 3 milioni di euro, spalmati nel triennio 2020-2022, destinati alla ricerca di nuove varietà ornamentali e altri 3 milioni di euro a favore della promozione.

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