Iva sui rifiuti: "Questione aperta, Etra rimane obbligata ad applicare l'imposta sulla tariffa"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PadovaOggi

Riceviamo e pubblichiamo:

L'Iva sulla tariffa rifiuti rappresenta un nodo che le istituzioni italiane non hanno ancora sciolto: di fatto, però, Etra rimane a tutt'oggi obbligata ad applicare l'imposta sulla tariffa rifiuti, in quanto il Fisco continua a chiedere che essa venga inserita nelle bollette e di conseguenza versata nelle casse dello Stato. Se Etra non richiedesse il pagamento dell'Iva e non la versasse, rischierebbe di essere accusata di evasione fiscale. Etra, dunque, non agisce nell'illegalità, come qualcuno afferma, semmai, al contrario, opera nella totale legalità. In ragione della sentenza del marzo 2015, con cui la Corte di Cassazione a Sezioni Unite, dichiarava che "l'Iva sulla tariffa rifiuti è illegittima", Etra, assistita da un esperto avvocato tributarista, ha presentato all'Agenzia delle Entrate una richiesta di rimborso pari a circa 40 milioni di euro, per poter risarcire gli utenti. Una scelta a favore dei cittadini, ma che purtroppo, insieme alla richiesta di chiarimenti sulle modalità operative da adottare in futuro, è rimasta finora totalmente inascoltata e senza risposta alcuna. Nel caso il cittadino ravvisasse la necessità di esperire un'azione per ottenere il risarcimento dell'Iva, Etra chiederebbe manleva all'Agenzia delle Entrate. Di fatto, però, in questa fase, le eventuali richieste di rimborso da parte degli utenti non possono essere accolte proprio per lo stato di attesa della risposta dell'Agenzia delle Entrate. Va ribadito fermamente, però, che Etra non può disapplicare la normativa fiscale in atto, cosa che è possibile solo all'Autorità Giudiziaria o al Legislatore, ma non può che adempiere alle disposizioni dell'Agenzia delle Entrate.

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