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Ricapitalizzazione BusItalia: la Giunta dà mandato ad Aps Holding di aderire

«Senza l’approvazione di quest’atto il Comune sarebbe costretto a uscire dalla società. Lo sforzo finanziario si motiva con la volontà di tenere una quota significativa nell’azienda di trasporto, per tutelare interessi dei padovani anche dal lato della proprietà dell’azienda»

«La Giunta di oggi ha dato l’indirizzo - spiega il vice sindaco Arturo Lorenzoni - alla controllata APS Holding di partecipare alla ricapitalizzazione di BusItalia Veneto, atto propedeutico per procedere alla firma del contratto di Servizio sul TPL. Con una delibera che verrà proposta al Consiglio Comunale del 22 giugno, si è infatti deciso di dare mandato ad APS Holding di aderire all’aumento di capitale sociale in BusItalia Veneto in sede di assemblea straordinaria per consentire alla società di raggiungere i 20 milioni di patrimonio netto necessario alla stipula del contratto di servizio, secondo quanto previsto dal capitolato di gara, assegnata lo scorso 19 febbraio dalla stazione appaltante, la provincia di Padova».

Lorenzoni

«Abbiamo deliberato di partecipare con il conferimento a BusItalia di 2 carrozze del tram, di valore complessivo di circa 1,85 milioni di €. Con tale impegno, la quota del capitale sociale nella partecipata passa dal 45% al 20% circa. Diminuiscono quindi le quote comunali, ma siamo convinti di mantenere la stessa governance nell’azienda, che non è data dalle quote ma dagli accordi intersocietari. Ricordo comunque che gli incarichi societari di espressione del Comune di Padova, così come stabiliti dagli accordi del 2015, non contemplano alcuna delega operativa consegnando quindi a tali membri compiti di mero adempimento degli obblighi di legge in seno al cda, ma non certo deleghe che incidono sul servizio o sulle politiche del lavoro. Nonostante il periodo di grande difficoltà finanziaria del Comune e delle sue partecipate, abbiamo fatto il possibile per arrivare a ricapitalizzare. Senza l’approvazione di quest’atto il Comune di fatto sarebbe costretto a uscire dalla società. Lo sforzo finanziario si motiva quindi con la volontà di tenere una quota significativa nell’azienda di trasporto, per tutelare gli interessi dei cittadini padovani anche dal lato della proprietà dell’azienda».

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