Brexit: storia di una padovana che ha ottenuto la cittadinanza inglese: «C'è tanta incertezza su ciò che accadrà»

Giovanna Michelon è una padovana che da sei anni e mezzo vive e lavora in Inghilterra. Un classico esempio di “cervello in fuga“. Dal primo novembre sarà cittadina britannica: «La Brexit spaventa, per questo ho fatto la domanda di cittadinanza»

Giovanna Michelon è una padovana che da sei anni e mezzo vive e lavora in Inghilterra. Un classico esempio di “cervello in fuga“, come si suol dire. Giovanna infatti nsegna all’università di Bristol. «Mi hanno fatto un primo colloquio via Skype, che è stato positivo. Così sono partita da Padova e ho cominciato a lavorare».

Carriera

Spiega molto diplomaticamente che quello che succede in Gran Bretagna in termini di carriera non è neppure paragonabile a quanto accade da noi: «In Italia avere una cattedra sarebbe stato quasi impossibile, in Inghilterra invece le procedure sono diverse. E’ difficile dire - sorride Giovanna Michelon - se avrei potuto avere delle chances qui, certo in Gran Bretagna il percorso ha meno ostacoli se ci sono preparazione e competenza. Da noi non è così».

Cervelli in fuga

Ma più che dei cervelli in fuga e del sistema universitario che ha certi meno ostacoli, a Giovanna ci preme chiedere se è preoccupata per la Brexit. Sono tantissimi gli italiani e anche i padovani che vivono lì, ed è chiaro che molti di loro sono angosciati da quanto potrebbe accadere quando finalmente sarà tracciata la via per l’uscita della Gran Bretagna dalla UE. C’è ancora molta incertezza: «Dove vivo io la maggior parte delle persone ha votato per remain, quindi per la non uscita dall’Unione Europea. Ma il voto ha dato ragione a chi invece dalla UE voleva uscire».

Brexit e cittadinanza

Come si vive questa situazione di incertezza? Nello specifico, tu, che comunque sei una docente universitaria e quindi una risorsa importante per il sistema britannico, sei preoccupata? «Certo che lo sono, per questo ho fatto la domanda di cittadinanza». E com’è andata, sei riuscita ad ottenerla? «Sì, il primo novembre dovrebbe esserci la cerimonia che mi porterà ad avere la cittadinanza». Credi che, in una società in cui l’accesso all’Università è decisamente elitario e dove le rette che pagano gli studenti sono altissime, ha inciso nella concessione a te della cittadinanza, il fatto di avere di avere una certa posizione? Dici che sarebbe stato lo stesso per chi magari vive da un periodo analogo al tuo in Gran Bretagna e che però fa una professione meno qualificante? «Non posso rispondere con certezza perché non conosco i motivi per cui questa mi è stata concessa, ma - Giovanna risponde tradendo un po’ di imbarazzo - credo di sì. Per questo c’è tanta preoccupazione tra gli italiani che vivono e lavorano lì. E siamo davvero tanti».

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