Politica Savonarola / Via Raggio di Sole

Ex Zantomio: sopralluogo di soprintendente e assessori

Gli assessori Ragona e Gallani in sopralluogo con il Soprintendente Magani all’ex Zantomio: «Stiamo lavorando per salvaguardarlo»

L’assessore all’urbanistica Andrea Ragona, l’assessora al verde Chiara Gallani e il Soprintendente Fabrizio Magani, accompagnati dal dirigente al Verde Ciro Degl’Innocenti e altri tecnici hanno svolto un sopralluogo all’ex Giardino Zantomio, in via Raggio di Sole. Presente anche Massimo Furlan, rappresentante della Spes, che ha la proprietà dell’area. L’ex vivaio storico copre una superficie di circa 8000 metri quadri a ridosso delle mura ed è di proprietà della Spes che vorrebbe venderlo, con la quale il Comune di Padova sta portando avanti un costruttivo dialogo con l’obiettivo di scongiurare la costruzione dei 4500 metri cubi lì previsti.

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«Ho visto un bosco a tratti impenetrabile, ma che impressiona - ha dichiarato il Soprintendente Fabrizio Magani - per sua storia di quartiere, che potrà diventare patrimonio della città se lo toglieremo dalla sua fragile condizione. Questo concetto l'abbiamo voluto scrivere al Comune, rammentando l'importanza paesaggistica del bosco urbano, il che ha particolari riflessi anche sulla tutela del luogo. Sono particolarmente contento che da parte dell'Amministrazione ci sia stata la pronta risposta e una prima riflessione sulle prospettive».

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«Abbiamo colto l’occasione - dichiara l'assessore Andrea Ragona - per visitare insieme questo gioiello e confrontarci di persona con il sovrintendente Magani. Ringrazio molto la Spes che si è messa a disposizione in un dialogo che sono fiducioso ci porterà a trovare le migliori soluzioni per tutti. Stiamo infatti valutando la miglior strada possibile per evitare da un lato che i privati esercitino il loro diritto a costruire gli oltre 4000 metri cubi, concessi dall’amministrazione Bitonci e non modificabili in maniera autonoma dal Comune per via della normativa regionale, e per tutelare dall’altro i loro interessi. L’obiettivo è salvaguardare un luogo che possiamo definire “magico”, 8000 metri quadri che non sono solo un polmone verde in centro, ma raccontano la storia della nostra città. Quando tutte le parti in gioco sono disponibili al confronto, le soluzioni si trovano, nel bene della città».

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«Un sopralluogo - ha concluso Chiara Gallani - nel quale abbiamo innanzitutto apprezzato questo selvaggio gioiello cittadino, ma nel quale ci siamo anche interrogati sul possibile futuro. Un bosco urbano tutelando il valore ambientale e la biodiversità? Un nuovo orto botanico magari ripristinando le originali serre? Un luogo di studio e ricerca? Sono moltissime e diverse le idee, ognuna di queste comporta anche diverse possibilità di fruizione. Di certo la prima cosa da fare sarà quella di compiere uno studio approfondito sulle specie presenti, trovare le tracce del vivaio storico, comprendere l’evoluzione di questi anni ma soprattutto confrontarsi con l’università, gli enti coinvolti e le appassionate realtà cittadine che non solo potrebbero collaborare per rendere l’ex vivaio un luogo fruibile e aperto, ma hanno già immaginato diversi scenari di cui tenere conto. Sono fiduciosa del fatto che grazie al dialogo riusciremo ad individuare il modo per salvaguardarlo, per poi coinvolgere la città in un confronto sul futuro. Un ringraziamento al Soprintendente, per la disponibilità e per l’appassionato scambio di punti di vista».

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