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ELEZIONI 2022

Innocenti presenta la sua squadra, c'è anche Cisotto di Sotto il Salone

Sono i primi candidati della lista di 'TornaPadova'. L'aspirante sindaco: Sono rappresentative del tipo di proposta che abbiamo in mente per la città»

Ecco i primi candidati della lista di 'TornaPadova' con Lorenzo Innocenti aspirante sindaco. Sono: Alberto Cisotto, commerciante del Sotto Salone, proprietario del La Bottega Veneta, Davide Piazza, avvocato interno di una banca d’affari, Giorgia Casara, consulente per il welfare di un grande gruppo bancario ed Enrico Santangelo, architetto. «Sono rappresentative del tipo di proposta che abbiamo in mente per la città - spiega Innocenti - .C’è un commerciante molto noto a Padova che, con la sua esperienza, può aiutarci a portare avanti un progetto organico di sostegno al commercio locale, davvero troppo schiacciato in città dalla grande distribuzione. Ci sono due professionisti del mondo economico-finanziario, poi, che possono mostrarci gli strumenti più innovativi per risollevare la città da una fase di profonda crisi economica e sociale come quella presente. Con TornaPadova abbiamo intenzione di investire molto sul microcredito ad esempio, che riteniamo essere il mezzo giusto per un territorio come il nostro, in cui chi ha un’attività è abituato a rimboccarsi le maniche e va messo soltanto nelle condizioni di poter operare efficacemente sul mercato. No all’assistenzialismo, per intenderci, sì alla creazione da parte del pubblico del contesto migliore perché i privati possano lavorare. C’è un architetto poi, perché viviamo in un’epoca di profonda transizione da modelli urbanistici novecenteschi e superati a qualcosa di totalmente nuovo. Occorre uno sguardo lungo, creatività e capacità di adattamento».

Lista giovane

«Quello che tengo a sottolineare è che non siamo una lista “giovane”. Abbiamo tanti giovani al nostro interno, sì, ma non solo e oggi ne abbiamo la riprova, con tre affermati professionisti cinquantenni. Non crediamo che la giovinezza sia un valore in assoluto, ma deve piuttosto essere sorretta dalla competenza. Non è il dato anagrafico il tratto in comune fra coloro che hanno abbracciato il progetto di TornaPadova, ma la competenza appunto. Vogliamo portare competenza nella politica cittadina, formare la nuova classe dirigente - chiude Innocenti - . Altre forze politiche hanno proposto liste “under 40”, una proposta che a noi è sembrata estremamente paternalistica. Quando si parla di giovani si declina il discorso sempre al futuro, mentre noi crediamo che i giovani debbano agire e concentrarsi sul tempo presente, qui e ora, perché il mondo corre in fretta e nessuno resta fermo ad aspettarci».

I candidati

Alberto Cisotto: «Sono felice di impegnarmi in questo progetto. Lo faccio per portare avanti le istanze di tutti coloro che hanno una piccola attività. Commercio locale è artigianato, filiera corta, maggiore sostenibilità e anche presidio del territorio: più attività locali significa maggiore sicurezza nei quartieri. Io ho un’attività in centro e perché le piccole attività non muoiano serve che i padovani vadano in centro. Perché i padovani vadano in centro occorre un sistema di mobilità efficienti, non mettere solo ostacoli all’ingresso». Davide Piazza: «Ho avuto esperienze di lavoro anche all’estero e ho in mente alcune innovazioni che potremmo introdurre. Credo si possa lavorare molto su piccoli ma significativi interventi a livello ambientale, specie nello smaltimento di plastiche e vetro. Poi lavorare tanto sul microcredito, per un sostegno alla piccola imprenditoria. E sostenere famiglie e giovani. Padova ha un saldo demografico negativo di circa mille unità ogni anno. È una delle sfide più importanti e lì dobbiamo intervenire». Giorgia Casara: «Servono meno effetti speciali, con progetti faraonici e di lunghissima realizzazione e più ascolto delle vere esigenze dei cittadini, con tanti progetti veloci da realizzare e che possano migliorare in concreto la vita quotidiana dei padovani. Quello che apprezzo di TornaPadova è la grande libertà rispetto alla politica dei partiti. Non appoggiare il candidato di centrodestra né quello di centrosinistra è libertà di dire pienamente ciò che si pensa, senza scendere a compromessi». Enrico Santangelo: «Porto avanti la grande sfida delle periferie, che è forse la più importante del nostro tempo, a livello urbanistico. Occorre un progetto organico, non frammentario. Bisogna fare rete e avere visione, conoscere davvero il territorio e le sue esigenze. Ogni quartiere ha il suo grande potenziale e va valorizzato con proposte innovative e veloci da attuare».

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