Lunedì, 20 Settembre 2021
Politica

La ministra Castelli frena Bitonci: «Attualmente inopportuna un'ispezione sulla questione BusItalia»

L'ex sindaco e oggi parlamentare della Lega l'aveva chiesta dopo che il Comune aveva dato mandato ad Aps Holding di concorrere all'aumento di capitale, necessario a raggiungere un patrimonio netto disponibile di almeno 20 milioni con due convogli del tram. Per il Carroccio si profila il danno erariale

L'ex sindaco, Massimo Bitonci

Non spetta ai Sifip (Servizi ispettivi di finanza pubblica) della Ragioneria generale dello Stato dire se il Comune di Padova abbia causato un danno erariale, partecipando solo in parte all'aumento di capitale di Busitalia Veneto, necessario a mantenere l'affidamento della gestione del servizio di trasporto pubblico in provincia di Padova. Secondo il deputato leghista ed ex sindaco della città del Santo Massimo Bitonci, c'era stata "una cessione di quote celata" al socio Bus Italia-Sita Nord gruppo Fs. A lui ha risposto direttamente la viceministra all'Economia e alle Finanze Laura Castelli, dopo essere stata sottoposta ad un' interrogazione, con cui Bitonci chiedeva di attivare i Sifip per effettuare verifiche sul caso.

Bitonci

Secondo Bitonci, infatti, il Comune avrebbe dato mandato ad Aps Holding, di cui detiene il 99,9%, e che a sua volta detiene il 45% di Busitalia Veneto, di concorrere all'aumento di capitale necessario a raggiungere un patrimonio netto disponibile di almeno 20 milioni (clausola questa prevista dalla Provincia di Padova per l'affidamento del servizio) con due convogli del tram che coprono il 20% del valore complessivo dell'aumento di capitale.

Castelli

"Un eventuale danno erariale dovrebbe essere verificato dalla Corte dei conti" spiega Castelli "e ad ogni modo "i servizi ispettivi provvedono all'esecuzione di verifiche amministrativo-contabili sulla base di un programma annuale, redatto valutando sia le tematiche da approfondire, secondo l'incidenza delle stesse sulla finanza pubblica, sia selezionando gli enti con parametri oggettivi, estrapolati dalle banche dati utilizzate dal dipartimento della Ragioneria generale dello Stato. E al momento si ritiene non opportuno disporre l'esecuzione di una verifica amministrativo contabile presso il comune di Padova mirata alle problematiche evidenziate", chiarisce Castelli. Questo non preclude comunque "l'inserimento del comune di Padova in un prossimo programma ispettivo", conclude la vice ministra.

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