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La Lega spara contro Giordani: "Soldi per i rifugiati e zero per i padovani"

Sotto accusa il progetto presentato dall'assessora Marta Nalin, che prevede la possibilità di accoglierli nella propria casa. I soldi arrivano dall'Europa e non potrebbero essere spesi per altro

Bitonci con alcuni militanti leghisti

Non è bastato l'episodio di Voghera, dove l'assessore alla sicurezza leghista ha sparato e ucciso un uomo di origine straniera, per spostare anche solo momentaneamente il mirino della Lega dai “foresti”. Dopo il lancio del progetto Embrocin da parte dell'amministrazione Giordani, attraverso l'assessora al sociale Marta Nalin, dai consiglieri del Carroccio sono subito arrivate le accuse.

L'attacco

«Siamo certi che la stragrande maggioranza delle famiglie padovane disapprovano il progetto di accoglienza di migranti nelle loro case» sentenziano i consiglieri leghisti: Massimo Bitonci ad Eleonora Mosco, Vera Sodero, Alain Luciani, Vanda Pellizzari, Davide Meneghini e Ubaldo Lonardi. Il progetto prevede la possibilità di accogliere un rifugiato in casa propria in base alla propria volontà e disponibilità. Vale per sei persone e ovviamente non costringe nessuno a farlo.

Prima i padovani

«Le famiglie oggi chiedono sostegni economici concreti all’amministrazione, servizi che funzionino, manutenzione degli alloggi popolari, scorrimento delle liste di assegnazione di una casa, non progetti di accoglienza di migranti nelle loro case. Ma che deriva discriminatoria sta prendendo questa città? Sì, perché questa è una vera discriminazione al contrario. Un bando da 387mila euro per 6 famiglie, ovvero 64.5mila euro per famiglia. Quante famiglie avrebbe potuto aiutare con quella cifra? Noi proponiamo asili nido e centri estivi gratis per i figli delle famiglie padovane»

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