La manifestazione delle associazioni di categoria cannibalizzata dalla politica

Un successo di numeri ma non tutto è andato liscio. C'è chi si lamenta della connotazione troppo politicizzata della manifestazione e c'è imbarazzo per i fischi a Bressa e Bui mentre ricorda il dramma che si vive negli ospedali

Mezzo migliaio di persone di fronte a Palazzo Moroni e sul liston, alla manifestazione che è stata lanciata da Acc e alla quale hanno aderito anche Appe, Ascom e Confesercenti. «Una giornata storica perché per la prima volta siamo riusciti a far sentire un’unica voce mettendo insieme tutte associazioni di categoria. Insieme commercianti ma anche associazioni sportive, scuole di danza, ambulanti e tanti professionisti e lavoratori oltre agli esercenti del centro. Tutto si è svolto tranquillamente». E’ soddisfatto della riuscita della manifestazione Massimiliano Pellizari, dell’aver messo insieme tutti. Ma non tutto però è andato davvero liscio, i fischi all’assessore Antonio Bressa e al Presidente della Provincia Fabio Bui sono sembrati non tanto ingenerosi, in piazza ognuno è libero di fischiare e applaudire chi vuole, ma mal gestiti, diciamo così, perché nessuno dei presenti ha preso le loro difese. I fischi a Bui, ad esempio, sono partiti quando ha ricordato i tanti ricoveri e le tante degenze: «Io - sottolinea Pellizzari - ho mia moglie che lavora in ospedale quindi figurati se neghiamo il Covid, non bisogna secondo me enfatizzare troppo certe situazioni che possono verificarsi in una piazza variegata e con molta gente. Ma negare il Covid mai. Ci dovremo però convivere, con il Covid, non possiamo stare chiusi fino a primavera prossima. Sarebbe una catastrofe». Alla domanda se la manifestazione fosse un po’ troppo connotata politicamente, non è un segreto che Acc sia di area Lega, con tanti esponenti del partito a parlare dal palco. Sono intervenuti infatti l’assessore regionale Marcato, il consigliere regionale Boron e l’onorevole Bitonci. Sulla questione Pellizzari è diplomatico: «Gli interventi non erano preordinati, è stato tutto molto spontaneo». 

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L’assessore Bressa è stato fischiato durante il suo intervento e ha commentato così l’episodio: «La parte più politicizzata di questa piazza ha mostrato il suo volto negazionista, con urla e fischi a chi esprime solidarietà a chi lavora negli ospedali e con l’incapacità di accettare il confronto democratico. Sosterremo economicamente anche loro come tutti, ma siamo tanto vicini ai commercianti quanto distanti da chi non ha ancora capito in che situazione siamo e nega la realtà. Ai fischi contro i medici me ne sono andato».  L’assessore ha evidenziato non solo la difficoltà del momento ma anche la comprensione rispetto a tanta preoccupazione. «Di fronte alle attività che stanno soffrendo le istituzioni devono esserci, ascoltare e impegnarsi per un loro sostegno. Parliamo delle attività della ristorazione, del turismo, della cultura, dello sport, del tempo libero, con tutto il loro indotto, che sono quelle che tengono viva la nostra città! Sono chiamate a un sacrificio per ridurre il numero di interazioni fisiche delle persone e quindi i contagi, ma con il sostegno di tutte le istituzioni è un imperativo farle resistere. Per questo ci siamo mossi a tutti i livelli e mettendo in campo azioni concrete, dai nuovi plateatici alla sospensione e riduzione delle imposte di quest’anno». I fischi all’assessore sono arrivati subito ma sono stati più evidenti quando ha  fatto  appello al consumo da asporto «e a domicilio dei prodotti della nostra ristorazione e perché si continui a fare acquisti in sicurezza nei nostri negozi e nei nostri mercati». 

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Il presidente della provincia Bui commenta così i fischi a intervento appena cominciato: «Oggi ho aderito con piacere all’invito di alcune sigle di categoria dei commercianti a portare un breve messaggio di sostegno alle giuste preoccupazioni degli operatori economici che stanno subendo le conseguenze dovute al rapido aggravarsi della crisi sanitaria. Non mi è stato consentito di svolgere il mio intervento, perché le mie prime parole di doveroso sostegno verso chi da mesi ( e… chissà per quanto tempo ancora!), sono nelle corsie ospedaliere a ricevere migliaia di ammalati, hanno suscitato la reazione violenta e prevaricatrice di qualche “agitatore di piazza”. Una piazza che per ampia parte accoglieva persone che alla pari delle personalità politiche di ogni schieramento presenti, sono consapevoli che ogni scelta intrapresa deve obbligatoriamente bilanciare l’emergenza sanitaria a quella economica. Oggi negare o tacere che esista il dramma sanitario, non riconosce nemmeno giusto merito agli sforzi che le istituzioni regionali e nazionali, stanno cercando di attuare per fronteggiare questo dramma».

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Anche a Patrizio Bertin di Ascom chiediamo se non ci fosse un po’ troppa politica: «Sì, c’era un po’ troppo politica. Non l’ho organizzata io, ha preso una strana piega, ma tutto serve. Dopodiché la gente sa anche ragionare e fare le sue valutazioni». I fischi a Bui quando ha ricordato la situazione negli ospedali come li valuta? «In tutta Europa c’è questa situazione. Io penso che in questo momento bisogna essere prima di tutto vicino alle persone che stanno soffrendo e che hanno famigliari in terapia intensiva. Questo è il primo punto, altro che negare». Si però nessuno dal palco ha detto nulla a proposito: «Prima cantavamo dai balconi, ora si mettono a ferro e fuoco le piazze. Certo che qualcosa è cambiato. La gente è preoccupata. Chiudono attività commerciali, aziende. C’è paura, paura vera ma soprattutto per le conseguenze che avrà questo momento se non lo si gestisce per bene. Col senno di poi si può tranquillamente dire che ci sono state delle mancanze a monte. Non è possibile che siamo ancora nella stessa direzione di marzo».

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Presente anche il senatore UDC Antonio De Poli, anche da parte sua critiche al Governo ma neanche una parola sui fischi a rappresentanti istituzionali e meno che meno accenno al fatto che la maggior parte arrivavano da chi contesta o minimizza la pandemia:  «Le risorse stanziate da questo Governo nel cosiddetto Decreto Ristori sono insufficienti ed escludono le piccole imprese artigiane, a gestione familiare. Serve liquidità immediata per salvare il nostro tessuto economico che è anche e soprattutto il nostro tessuto sociale». Per sabato intanto sono previste altre manifestazioni. Alle 10 di fronte alla Prefettura i No Vax. IMG_8671-2

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