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Mekoslesh

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Mekoslesh contro sindaco Bitonci Il rapper padovano "gliele canta"

"Perché non ti rilassi? Fai ridere anche i sassi". Il ritornello del cantante dei Massima Tackenza affonda contro il primo cittadino e la sua politica di "repressione": "Per dire no al degrado assumi la Gestapo"

Se l'era già presa con l'all'epoca vicesindaco reggente Ivo Rossi e con la sua battaglia contro i writers. Ora è il turno di Massimo Bitonci. Non risparmia nessuno il rapper padovano Mekoslash del gruppo "Massima Tackenza", tantomeno il regolamento di polizia urbana, approvato lunedì in consiglio comunale, pur con qualche modifica.

IRONIA TAGLIENTE. "Quand'è che ti rilassi, Massimo Bitonci? fai ridere anche i sassi" è il leit-motiv del brano, insieme all'invito: "Questa città è bella, ritorna a Cittadella". Con ironia, ma con toni anche taglienti, Mekoslesh fa sue le principali proteste che hanno accompagnato in queste settimane i provvedimenti della nuova giunta comunale. "Vietato bere, vietato ridere, vietato vivere - sbotta il testo della canzone, e continua - sei bravo solo a dire 'Questo non si fa'". 

TEMI "CALDI".  Ironia, sì, lo sottolinea lo stesso Mekoslesh ("Facciamo ironia, quindi non è il caso che chiami la polizia"), ma un'ironia pungente, contro il clima di "repressione" che ruota attorno alla nuova amministrazione. "Ogni provvedimento a noi ci fa una s...", e ancora "fatti una risata e mangiati un kebab", oppure "Per dire no al degrado assumi la Gestapo". Tutti i principali temi "caldi" vengono ripresi nel testo di Mekoslesh, l'ennesima forma di contestazione, dopo le campagne anti-ordinanze su Facebook, il "degrado pride", e le numerose manifestazioni di dissenso che accompagnano questa delicata fase della politica cittadina. 

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