Scuola sicura, l'idea di Salvini per contrastare la droga non piace all'assessora Piva: "Proibizionismo ha fatto solo danni"

"La scuola deve essere un luogo aperto, di cultura, con un clima di fiducia e di autocontrollo. La vigilanza, un cane antidroga, da l’idea di un istituto di ragazzi da sorvegliare"

All'assessora alle politiche scolastiche, Cristina Piva, abbiamo chiesto se è tutto pronto per l'anno scolastico. Si è finito per parlare di vaccini e di depenalizzazione delle droghe, in netto contrasto con la proposta del ministro dell'interno Salvini nell'ambito del suo disegno "scuole sicure".  Tra le quindici città scelte in cui avviare la sperimentazione di contrasto alle droghe tra i giovani c'è anche Padova.

La scuola

"E' stata una fase - spiega l'assessora -  di grandi ristrutturazioni, siamo comunque pronti per l’anno scolastico. Il problema grosso è quello dei presidi, troppi sono dirigenti di due istituti e questo non fa bene alla scuola. Abbiamo stabilizzato diversi insegnanti ed educatori, è una situazione migliore rispetto allo scorso anno".

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Vaccini

"Riguardo i vaccini - ha proseguito l'assessora - siamo ancora in alto mare. La legge Lorenzin è ancora in vigore e per noi fa fede ancora quello. L’autocertificazione richiesta ai nuovi iscritti è l’unico elemento di novità".

Legalizzazione delle droghe

Padova è tra le città prescelte per il programma “scuole sicure” proposta dal ministro Salvini, abbiamo chiesto all'assessora cosa ne pensa: "Bisogna creare dei percorsi di legalità e di consapevolezza. Il ministro degli interni non arriva per primo con questa soluzione. Padova è piazza importante per lo spaccio di droga. Bisogna intervenire sui consumatori quindi. Capovolgere il criterio con cui si affronta questa grave problematica".

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Entriamo nello specifico: presenza di cani antidroga, videosorveglianza...: "La scuola - replica l'assessora - deve essere un luogo aperto, di cultura, dove c’è un clima di fiducia e di autocontrollo. Un luogo dove crescere. La vigilanza, un cane antidroga, mi da l’idea di un istituto di ragazzi da sorvegliare. Non è questa la strada maestra. Salvini non è certo originale con questa proposta, non ci vedo nessun elemento di novità. Credo che il proibizionismo abbia invece fatto danni enormi e che forse la strada da seguire sia un’altra. Un sistema invece in cui gli stupefacenti  si potessero acquistare in farmaci toglierebbe il pane alle mafie che lucrano ogni giorno sulla salute dei giovani.

Città

Roma, Milano, Napoli, Torino, Palermo, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Catania, Venezia, Verona, Messina e Trieste sono le altre città individuate insieme a Padova dal ministro in cui avviare la sperimentazione.

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