Aria e lockdown nel bacino padano: lo studio del progetto "Prepair" insieme ad Arpav

Lo studio presenterà i risultati preliminari relativi all’osservazione dei trend degli inquinanti in marzo cui seguirà un aggiornamento per i mesi successivi.

Venerdì 19 giugno sarà presentato in diretta nel canale youtube del progetto Prepair “Lo Studio preliminare degli effetti delle misure Covid-19 sulle emissioni in atmosfera e sulla qualità dell’aria nel Bacino Padano”. Lo studio realizzato nell’ambito del Progetto europeo Prepair su tutto il bacino padano presenterà i risultati preliminari relativi all’osservazione dei trend degli inquinanti in marzo cui seguirà un aggiornamento per i mesi successivi.

Condizione inedita

Lo studio, realizzato dai partner del progetto Life Prepair fra cui Regione del Veneto e Arpav, si è occupato dell’andamento della qualità dell’aria nel bacino del Po nel mese di marzo nel periodo in cui sono progressivamente entrate in vigore le misure di contenimento dell’epidemia. Una condizione inedita che, nella sua tragicità, ha creato un’occasione per studiare le complesse dinamiche della qualità dell’aria in una delle aree più critiche d’Europa, quella del Bacino Padano, che purtroppo è anche tra le aree più drammaticamente colpite dall’emergenza sanitaria.

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Diminuzione delle emissioni

Per quanto riguarda il Veneto Arpav aveva già prodotto un focus in cui è stato rilevato per tutto il periodo del lockdown dal 23 febbraio al 31 marzo una diminuzione delle emissioni da traffico dal 30 all’80%, per i veicoli leggeri sulle strade urbane ed extraurbane, e un decremento dal 24 al 97% delle emissioni dagli aeroporti. Per contro, le emissioni da riscaldamento domestico civile non hanno subito contrazioni; si è registrato invece un lieve incremento, probabilmente per la maggiore permanenza della popolazione in casa. Per quanto riguarda le concentrazioni degli inquinanti in aria, si sono registrate, a seconda delle province, diminuzioni variabili dal 19% al 50%, per il biossido di azoto e dal 22 al 32% per il PM10, rispetto alla media degli anni 2016-2019. In generale questa diminuzione può ricondursi sia alla riduzione delle emissioni che all’influenza delle condizioni meteorologiche occorse nel marzo 2020.

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