Governo, decreto straordinario: Vo' "sigillata" per quindici giorni, non si potrà entrare o uscire

Tra le straordinarie misure prese c'è l'ermetica chiusra dei territori considerati focolai, come nel caso di Vo'. Sarà così impossibile l'accesso e l'uscita dal paese per un periodo di quindici giorni

Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha presieduto la riunione del Comitato operativo sul Coronavirus alla Protezione Civile. Al vertice hanno partecipato il Capo del Dipartimento Borrelli e i Ministri Speranza, Di Maio, De Micheli, Lamorgese e Franceschini. Successivamente, nella stessa sede, si è svolta la riunione del Consiglio dei Ministri. Tra le straordinarie misure prese c'è l'ermetica chiusura dei territori considerati focolai, come nel caso di Vo', uno degli undici comuni italiani coinvolti nel provvedimento. Sarà così impossibile l'accesso e l'uscita dal paese per un periodo di quindici giorni. Né per lavoro che per andare a scuola. «Impedire la diffusione del virus, tutelare la salute degli italiani, questo l'obiettivo»,ha dichiarato il Presidente del Consiglio. «Sono misure di contenimento della diffusione. Una famiglia ad esempio ha deciso di spostarsi da uno dei paesi indicati come focolaio e andare in una regione del sud. Individuati, non sono affetti dal virus quindi non c'è nulla di cui preoccuparsi ma queste misure sono state prese per evitare questo tipo di comportamenti. Che, ribadiamo, sono atti a tutela soprattutto dei diretti interessati».  

Chiusa Vo'

«Un provvedimento del genere va attentamente ponderato. Vanno considerate implicazioni e comnsiderazioni di ogni tipo. Sono stati coinvolti molti tecnici super competenti», ha dichiarato in coferenza stampa il Presidente del Consiglio. Non ha precedenti nel nostro Paese un provvedimento di questo tipo che comporta l'isolamento totale, la chiusura ermetica, di comuni o frazioni: «Il governo non lascerà soli i residenti delle comunità interessati, questo vuol dire tutelarli anche dal punto di vista economico». E' determinato ma conciliante allo stesso tempo, il premier: «Essendo un provvedimento dell'autorità non rispettarlo prevede un intervento punitivo visto che vorrebbe dire contravvenire alla legge. Sono misure di cautela prima di tutto della comunità locale. Chiediamo fiducia ai cittadini, confidenti che è vero che avranno restrizioni ma ne trarranno giovamento successivamente». Poi ha aggiunto: «Disporremo dei presidi e dei controlli. Abbiamo già coinvolto le forze di polizia e ma se ci sarà bisogno ci sarà anche il contributo delle forze armate se sarà necessario dal punto di vista numerico, ma noi confidiamo molto nei cittadini. Nascerà una forma di intensa collaborazione». 

Consiglio dei ministri

Un consiglio dei ministri strarodinario che si è svolto, a detta del premier, per praticità, nella sede della Protezione Civile, ma anche dal punto di vista simbolico e di conseguenza politico, è una scelta che ha un suo peso. Lo dimostra  «Io stesso -  ha evidenziato Conte -  ho avvertito l’esigenza di fronte alle misure che abbiamo deliberato di confrontarmi e informare anche le opposizioni per un’azione di emergenza nazionale. Le responsabilità ce le prendiamo noi ma questa fase particolare deve coinvolgere quantomeno sul piano informativo, tutte le forze politiche, quindi anche le opposizioni». 

Sport fermo

«Il Ministro dello Sport, Spadafora - ha anche annunciato il Premier - intende sospendere tutti le manifestazioni sportive previste domenica nelle regioni Veneto e Lombardia». Lo stesso Spadafora ha poi confermato il tutto al termine del consiglio dei ministri. Arzignano - Padova, valida per il campionato di serie C, viene quindi posticipata a data da destinarsi mentre il Cittadella ha disputato nel pomeriggio il match in casa con la Juve Stabia (vinto 3 a 0) quando il decreto era ancora in discussione. 

Le restrizioni

A seguito della specifica valutazione epidemiologica dei due casi verificatisi in una comunità ristretta e delle successive positività riscontrate nei contatti, si definiscono e si declinano le seguenti indicazioni obbligatorie:
 
 
1) Sospensione di tutte le manifestazioni pubbliche, di qualsiasi natura, comprese le cerimonie religiose;
2) Sospensione di tutte le attività commerciali, ad esclusione di quelle di pubblica utilità e dei servizi essenziali di cui agli articoli 1 e 2 della legge 12 giugno 1990, n.146, fatto salvo quanto disposto nei punti successivi;
3) Sospensione delle attività lavorative per le imprese del comune sopraindicato, ad esclusione di quelle che erogano servizi essenziali tra cui la zootecnia, e di quelle che possono essere svolte al proprio domicilio (quali, ad esempio, quelle svolte in telelavoro);
4) Sospensione dello svolgimento delle attività lavorative per i lavoratori residenti nel comune sopraindicato, anche al di fuori dell’area indicata, ad esclusione di quelli che operano nei servizi essenziali;
5) Sospensione della partecipazione ad attività ludiche e sportive per i cittadini residenti nel predetto comune indipendentemente dal luogo di svolgimento della manifestazione;
6) Sospensione dei servizi educativi dell’infanzia e delle scuole di ogni ordine e grado nel comune sopraindicato;
7) Sospensione della frequenza delle attività scolastiche e dei servizi educativi da parte della popolazione residente nel comune sopracitato, con l’esclusione della frequenza dei corsi telematici universitari;
Interdizione delle fermate dei mezzi pubblici nel comune sopra indicato.

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