Night Bus, esperimento riuscito. Giordani: «Lavoreremo con l’università per rendere il servizio ancora più efficace»

Gli fa eco il vice sindaco Arturo Lorenzoni: «Numeri e dati parlano da soli. Il servizio è usato, apprezzato e utile al target per il quale è stato pensato: i nostri giovani, gli studenti universitari e i lavoratori»

L'anno di sperimentazione non è ancora terminato eppure i numeri sono già molto positivi. Gli iscritti al servizio, finanziato da Comune e Università di Padova in parti uguali, sono oltre 22.000 e oltre 24.000 sono stati i download dell’applicazione. Al 31 dicembre 2019 ci sono state oltre 30.000 prenotazioni. Il maggior afflusso è stato nelle giornate dei fine settimana, con un massimo di 400 persone trasportate. Ottime anche le valutazioni da parte degli utenti. Il 90% valuta con 5 stelle il servizio, mentre le valutazioni da una o due stelle sono meno dell’1%, per una media di 4,7. Anche la media di valutazione degli autisti si assesta sul 4,7. I dati sui singoli viaggi invece ci mostrano che la media del trasporto è un viaggio di 12 minuti e di 5 km. Le fermate più gettonate sono la stazione, le riviere e Piazza delle Erbe, a dimostrazione di come il servizio venga utilizzato dai pendolari che arrivano tardi in stazione o per tornare a casa dal centro. Ma anche alcune fermate più periferiche in corrispondenza di alcuni locali cittadini frequentati dai giovani Padovani e dagli studenti. (Via dell’Industria, via Ciamician, via Uruguay). Un’altra fermata molto gettonata è quella di Ponte di Brenta, connessione con alcuni comuni limitrofi. Oltre il 60% degli utilizzatori è sotto i 29 anni, il 50% sono donne e il 50% sono uomini.

Soddisfatto il Sindaco Sergio Giordani

«Un successo ottenuto - ha sottolineato - grazie alla collaborazione con l’Università che ha proiettato Padova in una dimesione più smart, sostenibile e sicura. Ora lavoreremo con l’università di Padova per rendere il servizio ancora più efficace ed efficiente in modo che sia uno strumento all’avanguardia anche per accompagnare la città nelle tante sfide che la attendono a partire da quest’anno».

Arturo Lorenzoni e il futuro:

«I numeri e i dati parlano da soli. Il servizio è usato, apprezzato e utile al target per il quale è stato pensato: i nostri giovani, gli studenti universitari, i lavoratori, coloro sui quali vale la pena di investire perché sono il futuro della nostra città. Come abbiamo già detto stiamo lavorando e ci confronteremo nelle prosime settimane con l’Università per stabilire come rendere ancora più efficiente il servizio, massimizzando i vantaggi con miglior rapporto possibile qualità/costo in modo da renderlo stabile. Alla nostra città servono servizi innovativi per poter essere una vera città all’avanguardia. L’innovazione nel trasporto pubblico permette di migliorare la qualità della vita di tutte e tutti e investire in un servizio qualificante come il nightbus inoltre aumenta l’attrattività della città. Per questo siamo determinati a individuare tutte le modalità possibili per renderlo un punto fermo nella nostra mobilità. Questi sono i primi dati raccolti su come le persone si muovono di notte, su quali sono le loro abitudini. Crediamo saranno utili per calibrare e implementare il servizio riuscendo così ad aumentare i passeggeri».

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«Un risultato clamoroso, ogni sera - dichiara Andrea Ragona presidente di BusItalia - le domande superavano l’offerta. Questo significa che se si offre un servizio, la città risponde. La necessità di potersi muovere di notte col trasporto pubblico è una priorità richiesta dai cittadini ai quali siamo contenti di aver dato una prima parziale risposta».

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