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Toson rimanda al mittente tutte le accuse e si difende: «Infondate, c'è chi mi vuole danneggiare»

Le ipotesi di reato andrebbero dalla truffa alla circonvenzione di incapace: «Sono a completa disposizione della magistratura per fornire ogni chiarimento necessario», dice Toson palesando la voglia di essere ascoltato dagli inquirenti al più presto. Sullo sfondo di questa vicenda uno scontro che non ha nulla a che fare con l'incidente di Mestre

Marco Toson si dice scosso e incredulo di fronte a quanto sta leggendo sui media e definisce la vicenda un fulmine a ciel sereno. Si parla di una denuncia fatta nei suoi confronti ai carabinieri di Treviso da cittadini ucraini famigliari di ricoverati a seguito dell'incidente di Mestre. Le ipotesi di reato andrebbero dalla truffa alla circonvenzione di incapace. L'apertura di una indagine è naturalmente un atto dovuto. «Sono a completa disposizione della magistratura per fornire ogni chiarimento necessario», dice Toson palesando la voglia di essere ascoltato dagli inquirenti al più presto. 

L'ipotesi

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, Toson si sarebbe recato negli ospedali di Mestre e Treviso con una sua assistente per convincere le persone ricoverate in seguito al drammatico incidente del 3 ottobre, dove sono morti 21 passeggeri e altri 15 sono rimasti feriti, ad affidarsi a lui per tutto, anche dal punto di vista legale. Che agli avvocati avrebbe pensato lui dietro a un compenso per il lavoro svolto. «Non voglio parlare prima di rispondere a chi sta indagando su questa faccenda, ma una cosa deve essere chiara, non sono stato in nessuno di quegli ospedali dove erano ricoverati i feriti. Ho solo ricevuto una richiesta di aiuto da parte di un famigliare in Ucraina, che chiedeva aiuto per una delle persone ricoverate e ho mandato una mia collaboratrice ucraina a dar loro assistenza», aveva risposto Toson a una giornalista che l'ha interpellato dopo l'uscita della notizia dell' indagine su di lui. Poi, oggi, il suo legale gli ha di fatto ordinato di non rilasciare altre dichiarazione sulla vicenda specifica. Ha però voluto dire la sua su altre questioni, che riguardano l'operato di quello che per due mandati, più di dieci anni, è stato il console italiano di Ucraina per il nord est. Dai bambini di Chernobyl ospitati ai tempi del disastro nucleare in diversi comuni della regione a quelli fatti fuggire dagli orfanotrofi finiti sotto le bombe giusto un anno e mezzo fa e ospitati dai nostri comuni, chiunque ha avuto a che fare con l'Ucraina si è rivolto a Marco Toson in questo lungo periodo di tempo. Dopo il suo secondo mandato, proprio a primavera scorsa, non gli è stata rinnovata la carica di console, ma non è stato destituito. E' lo stesso periodo in cui Confindustria apre la sua sede ucraina come espressione diretta di quella nazionale. Non quindi associazioni affiliate all'organizzazione italiana, come era fino a quel momento e proprio sotto il coordinamento di Toson, Confindustria Ucraina, ma con un suo ufficio diretto. Sede che si trova nell'ambasciata italiana di Kiev, un'anomalia visto che di fatto sono i contribuenti a pagare per un'associazione privata. Interessante constatare che Confindustria nel mondo ha solo due uffici di rappresentanza fuori dall'Italia. Uno a Washington, l'altro appunto nella capitale ucraina. Un particolare che dovrebbe dare la misura degli interessi che l'Ucraina attrae da quando è cominciato il conflitto. 

Il ruolo dell'ambasciata

Intanto l'ambasciata ucraina in Italia non ha ancora dato notizia di chi dovrebbe essere il referente nuovo, sembrerebbe un imprenditore ucraino che vive a Verona descritto come molto attivo negli aiuti ma che però nessuno di coloro che operano tra Italia e Ucraina, imprenditori, conosce bene davvero. Cosa che di certo di Toson non si può dire visto il numero di spedizioni fatte dall'inizio del conflitto a oggi e le relazioni costruite grazie alla fondazione Hope Ucraina. Tutto facilmente verificabile.  

La posizione di Toson

Toson ha diffuso una nota stampa per respingere le accuse, soprattutto a difesa della sua reputazione, perché da certa stampa è stato dipinto in pratica come un millantatore, uno che si fregia di cariche che in realtà non ha: «In merito alle recenti voci diffamanti riportate su alcuni giornali, Marco Toson, Presidente della Fondazione Hope Ukraine e Rappresentante della Camera di Commercio Ucraina in Italia, esprime categoricamente la sua totale estraneità ai fatti contestati e dichiara di non essere a conoscenza di alcuna denuncia a suo carico e si dichiara prontamente disponibile a collaborare con le autorità competenti al fine di fare chiarezza sulla situazione», fanno sapere dal suo entourage. Marco Toson suggerisce che tali accuse possono essere ricondotte a un tentativo strumentale di danneggiare la sua reputazione, cosa che potrebbe essere, visto anche la provenienza degli attacchi verso Toson, ossia una realtà che è la sua vera concorrente, la Ccipu. Organizzazione che ha avuto spazio sui media da quando è scoppiata la guerra per aver organizzato una convention internazionale sulla ricostruzione dell'Ucraina, alla quale per partecipare bisognava versare 5mila euro. Anche questa un'anomalia per una realtà che dovrebbe essere di alto profilo. 

La documentazione

Il suo entourage fa sapere che Toson mette a disposizione delle autorità competenti la documentazione relativa alla costituzione di Confindustria Ucraina e alla sua rappresentanza della Ucci in Italia, evidenziando la trasparenza e la regolarità delle sue attività istituzionali. Confindustria Ucraina, costituita a Kiyv il 24 aprile 2018 e riconosciuta dal sistema Confindustria Nazionale Italia, è parte integrante del raggruppamento di Confindustrie Est Europa, con 12 rappresentanze in Est Europa. Toson specifica questo perché nel caos mediatico lo si è fatto passare come un millantatore mentre sono in tanti a confermarci che in tutti questi anni è sempre stato per tutti il reale referente. E che nei giorni dell'incidente in tanti lo abbiano chiamato è più che normale, come è verosimile che abbia mandato una sua collaboratrice bilingue per dare una mano a chi glielo ha chiesto. Che abbia le carte in regola, che sia una figura riconosciuta, lo testimonia anche quanto accaduto sempre a giugno scorso, quando la Camera di Commercio Nazionale Ucraina ha conferito a Marco Toson il mandato ufficiale di rappresentare la UCCI in Italia. Il 2 giugno la Festa della Repubblica Italiana è stata celebrata a Kyiv con la presenza dell'Ambasciatore Italiano in Ucraina, Pier Francesco Zazo, 60 sindaci ucraini e la direzione della Camera di Commercio Nazionale Ucraina, Toson compreso. «L'occasione ha offerto l'opportunità di consolidare ulteriormente i legami tra l'Italia e l'Ucraina, dimostrando l'unità di intenti nella gestione di crisi umanitarie e nel supporto reciproco. La Fondazione Hope Ukraine, guidata da Marco Toson, ha giocato un ruolo fondamentale in questo contesto, coordinando gli sforzi umanitari e garantendo l'efficace distribuzione di aiuti nelle zone colpite dal conflitto.Inoltre, Toson ha sottolineato il suo ruolo di rappresentante di 600 sindaci ucraini sul territorio italiano, contribuendo così alla creazione di una rete solida e favorendo lo scambio di esperienze e risorse tra le due nazioni. Il suo impegno con gli imprenditori italiani per fornire aiuti tangibili all'Ucraina evidenzia la forza di collaborazione tra il settore privato italiano e la comunità ucraina. Marco Toson si dichiara fiducioso che, nel giusto momento, le autorità competenti accerteranno la sua estraneità ai fatti contestati, ristabilendo la verità e ripristinando la sua reputazione», evidenziano nel comunicato. Toccherà agli inquirenti rispondere sull'operato di Toson riguardo la denuncia fatta a suo carico, ma sullo sfondo di questa vicenda appare probabile che ad alimentare polemiche e discussioni ci sia uno scontro che non ha nulla a che fare con l'incidente di Mestre ma piuttosto a questioni legate al business della ricostruzione delle aree ucraine colpite dalla guerra. 

Marco Toson

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