Follia alla cooperativa, un agente ferito: servono due scariche elettriche per bloccarlo

Al termine del primo periodo di sperimentazione, il taser torna a sparare a Padova. Stordito e ammanettato un giovane africano, protagnista di un rocambolesco arresto in una cooperativa. Richiedente asilo e pusher, a ottobre aveva ferito altri due agenti

Il carattere suscettibile di Sounkalou Diarra lo ha portato al secondo arresto in due mesi. Dopo il ferimento di due poliziotti che lo hanno sorpreso con della droga lungo il Piovego, il maliano ha procurato sette giorni di prognosi a un altro agente, che per fermarlo ha rischiato di essere investito.

L'allarme

L'intervento è stato richiesto dal gestore della cooperativa La Mia Badante di via delle Cave. Alle 10.30 di lunedì alla porta si è presentato il 26enne, che fino a dicembre 2017 era stato ospite della struttura in qualità di richiedente asilo. Espulso dopo alcuni episodi violenti, per un anno non si era più visto. Appena è ricomparso però è stato chiaro che le sue abitudini non fossero cambiate. Con il solito fare aggressivo ha preteso di essere riaccolto, ma l'arrivo di due volanti ha interrotto la scenata. A quel punto il maliano ha perso la testa: si è gettato su agente, sbattendolo a terra e rischiando di essere entrambi investiti da un'auto.

Stordito dal taser

In quegli attimi concitati è entrato in azione il poliziotto abilitato a usare la pistola elettrica. Vista la gravità della situazione non c'è stato il tempo di seguire i cinque passaggi di avvertimento: è stato sparato un primo dardo alla schiena del ragazzo, che nonostante la scarica elettrica, mitigata dai vestiti, ha continuato a inveire sul poliziotto a terra. A quel punto è partito il secondo dardo, che lo ha stordito permettendo di ammanettarlo. Lo straniero è in buona salute, mentre il ferito è stato portato al pronto soccorso con lesioni che guariranno in una settimana.

L'aggressione e l'arresto per droga

Sounkalou è stato arrestato per violenza a pubblico ufficiale, finendo in manette per la seconda volta in poche settimane. Il 6 ottobre aveva spedito all'ospedale due poliziotti che lo avevano sorpreso sul lungargine Piovego con 25 grammi di marijuana. Li aveva colpiti con calci e pugni, procurando a uno diverse ecchimosi e storcendo un dito all'altro. Ai due erano serviti rispettivamente 20 e 10 giorni per rimettersi. Anche il primo arresto era stato assai problematico, perché nemmeno lo spray urticante in dotazione agli agenti era bastato per fermarlo. Colpito dall'obbligo di firma valido fino a pochi giorni fa, il 26enne si è presentato ogni giorno alla polizia giudiziaria, finché è tornato protagonista dell'ennesima aggressione.

Secondo arresto con la pistola elettrica

Quella di lunedì è stata la seconda operazione di polizia che ha visto entrare in azione tutte le fasi di attivazione del taser. In dotazione dal 6 settembre a dieci agenti appositamente formati, fino a mercoledì la pistola elettrica era stata impiegata tre volte senza arrivare a sparare, con i malviventi arresisi vedendosi i puntatori laser sul corpo. Il 5 dicembre invece solo la scarica elettrica era riuscita a fermare un 32enne tunisino che, dopo essersi ferito in strada all'Arcella, aveva gettato nel panico una parte del pronto soccorso tagliandosi con una lametta e minacciando di avere l'Hiv e la tubercolosi.

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