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La testimonianza della donna a "La vita in diretta"

La testimonianza della donna a "La vita in diretta"

Prete di San Lazzaro, donna in tv: "Mi palpò, mi chiese con quanti uomini lo avrei fatto"

Anna, padovana intervistata da "La vita in diretta", ha riferito di essere stata corteggiata dall'ormai ex parroco, indagato per violenza privata e favoreggiamento della prostituzione

Una donna che ci mette la faccia, che mostra il proprio volto per raccontare l'esperienza personale avuta con il prete di San Lazzaro. Anna, padovana, intervistata durante la trasmissione tv di Rai Uno "La vita in diretta", martedì pomeriggio ha riferito di essere stata corteggiata dall'ormai ex parroco di San Lazzaro, indagato per violenza privata e favoreggiamento della prostituzione. Anna ha deciso di parlare perché, a suo dire, l'opinione pubblica se la starebbe prendendo troppo con la 49enne ex amante che l'ha denunciato e da cui è partita l'indagine deflagrata con la perquisizione di fine dicembre in canonica, in cui venne scoperta la stanza contenente giochi erotici e registrazioni di filmati osè amatoriali catalogati con i nomi dei Papi della storia della Chiesa.

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ALLA CENA "NON CHIAMARCI DON". "Lo conobbi nel 2010 - comincia a raccontare Anna ai microfoni della televisione - in un momento difficoltoso della mia vita, sentimentalmente, avevo perso anche il lavoro. Mi piacque molto, una figura diversa dai soliti preti a cui ero abituata, giovane, carismatico, mi sentivo capita, non mi giudicava, ti faceva sentire meno il peso dei tuoi peccati. Poi iniziavano molto carinamente i messaggini dal mattino, buongiorno, poi buonasera, come stai, ti penso. Io ero in un momento di fragilità, lui ha un po' approfittato della mia vulnerabilità. C'era un qualcosa che andava al di là del rapporto tra prete e parrocchiana - sottolinea - mi aveva affascinata. Quando l'ho incontrato era carino, aveva un macchinone, un gran corteggiatore, un'aura di santo e uomo che attrae. Mi ha presentato l'allora cappellano di San Lazzaro (poi diventato prete di Carbonara di Rovolon, ndr, che agli inquirenti, sentito come persona informata sui fatti, ha ammesso di aver partecipato alle orge organizzate dal collega, negando però di averlo pagato), una domenica sera mi invitò anche con lui a cena fuori città, con il macchinone, vestiti che non sembravano dei preti, anzi mi dissero di non chiamarli mai 'don', probabilmente erano clienti abituali ma nessuna sapeva che fossero preti. In macchina la mano di qua e di là, in pubblico no, sempre molto discreto, corretto".

"CON QUANTI UOMINI LO FARESTI?". L'intervista continua fino ad arrivare alla degenerazione del rapporto della testimone con il prete di San Lazzaro. "Gli chiesi se non avesse bisogno di una perpetua - prosegue Anna nel suo racconto - o se, con tutti i parrocchiani che conosceva, mi poteva aiutare a trovare lavoro per fare pulizie. Altrimenti, per scherzo, gli dissi, farò il mestiere più vecchio del mondo. Lui invece iniziò a chiedermi ma quanto prenderesti, con quanti uomini lo faresti, come ossessionato. Una volta, in uno dei nostri soliti incontri in canonica, me lo sento catapultarmi addosso da dietro, mi sono svincolata, pietrificata, non sono riuscita ad avere subito una reazione, perché sono quelle fasi in cui non ci credi, piangevo. Ho deciso di rilasciare questa intervista - conclude la donna che dopo questi episodi riferisce di non aver più voluto frequentare il sacerdote - anche per rivolgere un appello a tutte le donne che hanno avuto rapporti o sono state trattate in un certo modo da lui, che si facciano avanti per raccontare la loro esperienza. Anche se hanno paura, non solo loro che si devono vergognare".

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