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Il professor Giampiero Avruscio, primario di angiologia al Sant'Antonio

Il professor Giampiero Avruscio, primario di angiologia al Sant'Antonio

Sclerosi multipla, a Padova stop a sperimentazione metodo Zamboni

Bloccata dal comitato etico per il mancato rispetto del protocollo da parte del direttore della sperimentazione, il professor Avruscio, che avrebbe divulgato notizie riservate. Padrin: "l'autorizzazione della Regione resta, vogliamo chiarimenti"

Una vicenda che si è consumata in pochi giorni, e che lascia molti dubbi. È stata bloccata due giorni fa la sperimentazione del metodo Zamboni per la cura della sclerosi multipla, per la quale solo all’incirca una settimana prima l’equipe del dottor Giampiero Avruscio, primario di angiologia dell’ospedale Sant’Antonio, aveva ottenuto l’autorizzazione dalla Regione.

LA SPERIMENTAZIONE. La sperimentazione “Brave Dreams” (sogni coraggiosi), era stata avviata con l’obiettivo di dare legittimità scientifica ad un metodo innovativo per la cura della sclerosi multipla, il metodo Zamboni, che consiste in un’angioplastica che libera le vene occluse di testa e torace, impedendo la formazione delle placche dovute al danneggiamento del tessuto cerebrale e dei neuroni. Fino ad ora questo intervento poteva essere eseguito soltanto in strutture private a costi altissimi, dal momento che il Ministero della salute ha delegato alle Regioni le sperimentazioni necessarie a verificare l’efficacia del metodo.

LA VIOLAZIONE. A due giorni dall’annuncio dell’avvio della sperimentazione, la doccia fredda: il comitato etico avrebbe riscontrato una violazione del modulo di accordo del protocollo divulgando notizie riservate relative alla sperimentazione, che dovrà quindi essere bloccata. Una decisione che ha lasciato sconcertati non soltanto i malati e le associazioni che da anni si battevano per questo risultato, ma anche il professor Zamboni e il presidente della Commissione sanità del Consiglio regionale del Veneto, Leonardo Padrin.

IL SOSTEGNO DI PADRIN. "Non afferriamo le reali motivazioni della decisione presa dal comitato etico di controllo - afferma Padrin - Sono decenni che i malati di sclerosi multipla aspettano una cura e sembra che questo intervento di angiologia abbia portato a dei successi. Di fronte ad una sperimentazione non si devono illudere i malati, ma non capiamo per quale motivo si intervenga in modo così burocratico: lasciamo parlare i dati scientifici determinati dai successi e dagli insuccessi degli interventi e delle cure. Se il comitato etico che si occupa della sperimentazione Brave Dream non ci offre una spiegazione credibile e confutata da dati scientifici per la sospensione del lavoro nella città del Santo - conclude Padrin - diventa quantomeno sospetto che proprio Padova sia stata estromessa dalla ricerca”.

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