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Tumore del seno, studio padovano "Asportazione preventiva evitabile"

La ricerca, che si avvia alla conclusione, è stata discussa, giovedì, nella città del Santo, durante il congresso internazionale "Meet the professor", indetto dall'Accmed (Accademia nazionale di medicina)

La paura di Angelina Jolie potrebbe diventare la chiave per combattere il cancro. Sono i risultati di uno studio dell'Istituto onclogico Veneto di Padova condotto su 400 pazienti. La ricerca, che si avvia alla conclusione, è stata discussa, giovedì, nella città del Santo, durante il congresso internazionale sul tumore del seno, "Meet the professor", indetto dall'Accmed (Accademia nazionale di medicina).

RISCHIO DI TUMORE. L'attrice, com'è noto, si è fatta asportare mammelle e ovaie, dopo avere scoperto di avere una mutazione ereditaria a carico del gene Brca1. Si tratta di una mutazione genetica, come anche quella del Brca2, che, per le persone portatrici, significa un'elevata possibilità di sviluppare un carcinoma mammario (fino al 70-80%) o un carcinoma all'ovaio (fino al 40%).

"LO SPAURACCHIO DIVENTA UN'OCCASIONE". Tuttavia, come ha illustrato Pier Franco Conte, l'asportazione preventiva potrebbe non essere più necessaria: "Si sta cominciando a capire - ha spiegato il professore - che le mutazioni del gene Brca1 e 2 possono anche permettere terapie specifiche, molto mirate ed efficaci, nel caso la malattia si presenti comunque. E così il temuto gene Brca mutato, da spauracchio, diventa un'occasione per una terapia più efficace".

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