«Zaia ci ripensi, o finiremo sull’orlo del precipizio»: il grido di allarme dei florovivaisti

Dopo la decisione di vietare la "vendita di prodotti florovivaistici, garden e simili" nei negozi (pur mantenendo la possibilità di effettuare la consegna a domicilio), Cia Padova chiede al Governatore del Veneto di «rivalutare la propria decisione»

«Relativamente a questioni interpretative sull'ordinanza n. 37 emessa dal Presidente della Giunta regionale e sollevate da operatori del settore interessato, si puntualizza che, come chiaramente espresso dall'ordinanza stessa, il commercio di prodotti florovivaistici è vietato in autonomi punti vendita, mentre non ne è preclusa la commercializzazione nell'ambito di esercizi commerciali legittimamente aperti per la normativa Covid 19 e in particolare nell'ambito di cosiddetti angoli verdi dei supermercati». La precisazione arriva direttamente dalla Regione Veneto, e riguarda la polemica che sta principalmente tenendo banco (al pari di quella sui mercati all'aperto) in queste ore in Regione.

Cia Padova

Cia Padova dice la sua in proposito: «È con preoccupazione che apprendiamo la decisione del Presidente della Regione Veneto Luca Zaia di vietare “l’attività di vendita di prodotti florovivaistici, garden e simili”. Quanto varato oggi a livello regionale contrasta infatti con l’interpretazione data solo pochi giorni fa dal Ministro delle Politiche Agricole Teresa Bellanova, che commentando l’ultimo decreto governativo aveva dato il suo placet esplicito alla vendita al dettaglio di fiori e piante all’interno dei garden, accogliendo di fatto quelle che erano state le richieste di tutto il settore agricolo nazionale. Cia Padova è consapevole della necessità di tutelare prima di tutto la salute dei cittadini veneti in questo terribile momento in cui la nostra Regione è sconvolta in maniera profonda da un'emergenza sanitaria senza precedenti, ma non comprende la stretta riservata a questo comparto, quello dei florovivaisti, che vedrà dopo questa nuova ordinanza la maggior parte delle proprie aziende sull’orlo del precipizio. A poco servirà la postilla presente nell’ordinanza che lascia salva la possibilità di consegna a domicilio, infatti per molti le perdite di fatturato di questi mesi significheranno una cosa sola: la chiusura definitiva delle proprie attività. Per questo tutto il mondo agricolo padovano qui rappresentato chiede al Governatore Zaia di rivalutare la propria decisione, e come sempre ha fatto lavorare fianco a fianco delle imprese del settore al fine di trovare una soluzione economica e operativa in grado di salvaguardare il settore e salvare migliaia di posti di lavoro in pericolo».

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