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Alain Luciani

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Alain Luciani attacca l'assessora Chiara Gallani: «20mila alberi in 20 anni? Rispettare almeno le quote previste per legge»

Luciani durissimo:«E' il peggior assessore al verde che la storia cittadina ricordi: per sua stessa ammissione in due anni sono stati piantati 550 nuovi alberi, quasi la metà purtroppo morti in quanto  non curati. Sperperato denaro pubblico»

Alain Luciani, consigliere della Lega in consiglio comunale, attacca l'assessora Chiara Gallani: «Un piano del verde, quello annunciato dall’assessore Gallani,  che sembra una presa in giro dei cittadini rispetto a quanto aveva promesso in campagna elettorale riscuotendo il consenso dei Comitati ambientalisti.  Ora si parla di 20.000 alberi in 20 anni spacciando quello che l’assessore chiama piano come qualcosa di fantastico, peccato che ne avesse promessi 20.000 ma in 5 anni.  A questo punto chiediamo che l’assessore venga a chiarire in Commissione Consiliare considerato che il verde è un argomento che la stessa maggioranza, Gallani in testa, considera  come ripete spesso: fondamentale, imprescindibile e dal quale dipende il nostro futuro.  La quota di alberi annunciata, spalmata in un ventennio, caro assessore, non risponde nemmeno ai termini di legge che prevedono nuovi impianti ogni anno, di un albero per ogni nuovo nato, su questo punto sto preparando un esposto alla Procura della Repubblica».  

Giudizio

Poi la stoccata finale: «Credo di poter dire che lei è il peggior assessore al verde che la storia cittadina ricordi: per sua stessa ammissione in due anni sono stati piantati 550 nuovi alberi, quasi la metà purtroppo morti in quanto  non curati nemmeno per innaffiarli col risultato di non aver nuovo verde in città e di aver sperperato denaro pubblico cioè di tutti i cittadini.  Come assessore al Verde avevo approntato un progetto che prevedeva la piantumazione  di 50.000 in 5 anni, e senza ricorrere a “boschi urbani” e “greenbelt” da lei tanto propagandate anche con convegni a Padova e in altre città europee che non sono andati al di là delle parole,  ma grazie a la collaborazione dei privati e con garanzie sulla manutenzione a salvaguardia delle nuove messe a dimora».

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