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Atleti stranieri esclusi da gare, Zaia: "Sì a cittadinanza, no ius soli"

Il presidente del Veneto interviene sul caso della ragazzina di 10 anni atleta della società "Il gabbiano" di Camposampiero, esclusa dalla Federnuoto alle gare in quanto non è cittadina italiana

"Rimango contrario allo ius soli ma il caso della nuotatrice padovana esclusa dalla Federazione offre la necessità di un dibattito sul diritto di cittadinanza". A spiegarlo è il presidente del Veneto Luca Zaia secondo il quale "serve un segnale di civiltà e di attenzione nei confronti delle aspirazioni di questa giovane e dei tanti bambini che vivono da anni in Veneto, terra dove l'integrazione é concreta, funziona e rappresenta un modello a livello nazionale".

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"Questo caso - aggiunge il governatore - smonta gli alibi e le giustificazioni di chi individua nello ius soli l'unica soluzione ai problemi relativi alla cittadinanza. L'unica colpa della bambina di Camposampiero - spiega Zaia - è quella di non essere maggiorenne e non quella di non rispettare le regole perché è in Italia da oltre dieci anni, non ha nessun legame con la terra di origine dei genitori essendo nata e vissuta qui. C'é un evidente cortocircuito burocratico che va risolto e su cui serve una meditazione seria e approfondita. Il tema che pongo sotto la luce dei riflettori è quello di una giovane nuotatrice, una bambina che si allena con le proprie compagne in una squadra locale a testimonianza di una perfetta integrazione con la nostra comunità".

Zaia si augura che la vicenda "inneschi una discussione proficua senza che, per una volta, a simbolo di una mancata o carente integrazione venga portato il solito calciatore strapagato". "È un tema che riguarda la vita di tanti figli di stranieri che hanno sempre vissuto in Veneto - sostiene Zaia - In questa situazione, immagino che i genitori della bambina, che sono qui da anni, avrebbero voluto ammirare la propria figlia impegnata nelle gare. Di casi come questi in Veneto ce ne sono molti". "Quella sulla cittadinanza ai bambini - conclude Zaia - è una riflessione che parte da una terra come il Veneto, nella quale molti immigrati lavorano in modo onesto, integrandosi nella nostra comunità: permettere ai loro figli di essere cittadini italiani è una questione di vera civiltà che non a niente a che fare con lo ius soli".

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