Nuovo ospedale di Padova, Pipitone (IdV): "Basta con le favole"

Così il consigliere regionale di Italia dei Valori sulle assicurazioni di Luca Zaia, che ha dichiarato: "Noi non raccontiamo bugie: il nuovo policlinico universitario di Padova è una realtà"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PadovaOggi

«Basta con le favole. Siamo abbastanza adulti per non credere più a Babbo Natale, alla Befana o al presidente Zaia che promette il nuovo ospedale di Padova». Così Antonino Pipitone, consigliere regionale di Italia dei Valori, sulle assicurazioni di Luca Zaia, che ha dichiarato: "Noi non raccontiamo bugie: il nuovo policlinico universitario di Padova è una realtà", ed anche: “nel giro di un anno, avremo una realtà che si sarà aggiudicata i lavori per la realizzazione del nuovo ospedale”.

«Da chi ha promesso mari e monti quando sapeva che di soldi non ce n’erano, Padova sta ancora aspettando risposte concrete – prosegue il dipietrista, medico di professione – un mesetto fa Zaia disse che chiedeva “a gran voce che ci siano dati i soldi per i nuovi ospedali, a partire da quello di Padova”, adesso tira in ballo il progetto approvato dalla commissione il 30 ottobre. Lo aspettiamo al varco, allora. Presenti il progetto alla città, lo faccia arrivare alla Commissione ragionale Sanità, sono mesi che aspettiamo qualcosa di concreto».

«Purtroppo – osserva Pipitone - è ora che Zaia risponda alle sue stesse dichiarazioni, snocciolate come susine nei mesi scorsi, che ormai non coprono più nessun re, palesemente nudo alla prova dei fatti, cioè all’assenza di soldi. Noi abbiamo detto sempre e solo una cosa, sperando di esser smentiti: che di soldi non ce ne sono, e di idee su come reperirli nemmeno».

«E' meglio tenersi da conto il Policlinico esistente – dice Pipitone – migliorandolo e facendo manutenzione con le poche risorse che arrivano, senza più voli pindarici. Per il nuovo ospedale di Padova verranno tempi migliori. Questi, di certo, non lo sono».

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