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Proteste ai Magazzini Tigotà: l'azienda ritira dodici licenziamenti

Prima gli scioperi poi il presidio con i sindacalisti di Adl Cobas. L'azienda voleva licenziare dodici assunti a tempo indeterminato, bloccati in Asia dalla chiusura degli aeroporti causata dal Covid

Dalle prime luci dell'alba di domenica 10 agosto i facchini della logistica assieme ad ADL Cobas hanno organizzato un presidio, bloccato i mezzi in entrata e in uscita, davanti ai cancelli del magazzino Tigotà in Corso Spagna, in zona industriale.

Sciopero

La mobilitazione è cominciata giovedì 6 agosto e la successiva trattativa, ha portato l'azienda a ritirare i licenziamenti, martedì 11, dopo che per più di 24 ore, sotto un sole cocente, i colleghi dei licenziati hanno spinto per questa soluzione. 

Presidio

Lavoratori e sindacalisti sono stati fino a mezzogiorno di martedì fuori dai cancelli per chiedere la revoca dei licenziamenti di 12 colleghi, lasciati senza lavoro al ritorno del periodo di ferie. Il pretesto sempre lo stesso, il Covid. I dodici lavoratori, tutti asiatici, hanno trovato i voli per l'Italia bloccati e non hanno potuto rientrare in tempo.

Licenziamento

L'azienda così, senza avvertire nessuno, neppure i sindacati ai quali sono iscritti, ha immediatamente interrotto il rapporto lavorativo. «

Sono dei quinto livello a tempo indeterminato con diversi anni di anzianità. Chi quindici, chi dieci. Licenziare dei lavoratori a tempo indeterminato comporta per l'azienda la possibilità poi di assumere con contratti che le sono più convenienti sulla pelle però di queste persone. Inaccettabile», ci dice il sindacalista di Adl Cobas, Gianni Boetto,contattato qualche minuto dopo aver chiuso l'accordo sul ritiro dei licenziamenti.

La posizione di Log Up

Con una nota la posizione dell'azienda che gestisce i magazzini in zona industriale:«Abbiamo analizzato la posizione di ogni singolo lavoratore, abbiamo ascoltato le loro giustificazioni e, comprendendo il difficile momento che stiamo vivendo a livello socio-economico, abbiamo con senso di responsabilità ritirato il provvedimento di licenziamento per i 12 lavoratori. Non possiamo però non tenere conto che questi dipendenti, a differenza di molti colleghi e connazionali, non hanno fornito alcuna informazione e la documentazione necessaria per giustificare l’assenza. L’azienda si riserva dunque di valutare, caso per caso, una sanzione che sarà commisurata in ragione delle giustificazioni fornite dal lavoratore” così Log Up commenta la decisione di reintegrare in organico i 12 dipendenti a cui era stata comunicato il licenziamento». Una considerazione anche sulla trattativa:«Il confronto con i sindacati è stato duro, a volte aspro, ma fa parte di una dinamica dialettica che, a nostro avviso, deve essere sempre costruttiva. La decisione di oggi ne è la conferma. Abbiamo voluto dare un segnale forte, consapevoli del drammatico momento che sta vivendo il Paese e di conseguenza i lavoratori. Ribadiamo ancora una volta però che in Log Up ci sono delle regole e che queste regole vanno rispettate per garantire l’operatività e un servizio di alta qualità».

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