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Lunedì, 27 Maggio 2024
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Sanità, Ostanel (Veneto che Vogliamo): «Dal Ben a Belluno? Sarà Padova a farne le spese»

Afferma la consigliera regionale: «Chi può considerare davvero una buona idea mettere a mezzo servizio il direttore generale di una Azienda Ospedaliera che ha perso 96 milioni di euro nel corso dell'ultimo anno e che, già alle prese con chilometriche liste di attesa, è impegnata con il progetto titanico del nuovo ospedale?»

«Chi può considerare davvero una buona idea mettere a mezzo servizio il direttore generale di una Azienda Ospedaliera che ha perso 96 milioni di euro nel corso dell'ultimo anno e che, già alle prese con chilometriche liste di attesa, è impegnata con il progetto titanico del nuovo ospedale? Soltanto chi pensa che sia una buona idea dare un DG part time a una ULSS di montagna, con tutti i problemi che sta avendo la sanità nelle aree interne. L'identikit porta ovviamente al presidente della Regione che, non potendo ancora moltiplicare i pani e i direttori generali, si accontenta di guidare due aziende con una poltrona sola. E una comoda auto blu per far fare a Dal Ben Padova-Belluno-Feltre avanti e indietro ogni giorno». Lo afferma Elena Ostanel, consigliera regionale del gruppo Il Veneto che Vogliamo, sulla nomina di Giuseppe Dal Ben come commissario dell’Ulss 1 Dolomiti, pur mantenendo l’incarico di direttore generale dell’Azienda Ospedaliera Universitaria di Padova.

Elena Ostanel

Aggiunge Ostanel: «Zaia, per rispondere alle preoccupazioni bellunesi, dice che Dal Ben sarà a disposizione ogni giorno. Testuale, “tutti i giorni”, perché Dal Ben, dalla evidente ubiquità, secondo Zaia “non ha paura di lavorare. Se occorre lo fa anche di notte”. A parte la stantia medaglia dello stipendio risparmiato, in questa soluzione vediamo solo il rischio che sia Padova a farne le spese, con un ospedale da costruire entro il 2026 e tutte le carenze e i problemi che abbiamo evidenziato in questi anni. Le surreali dichiarazioni di Zaia appartengono al mondo di plastica del marketing politico. Mettendole da parte e tornando alla realtà densa di disservizi che conosce ogni cittadino, appare evidente che una macchina enorme e complicata come la sanità padovana, per di più alle prese con sfide epocali, non possa permettersi una guida a mezzo servizio. Di ciò, e delle sue conseguenze, ne assumeranno ogni responsabilità i vertici della Regione».

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