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Case popolari, oggi presidio davanti all'Ater contro la “svendita”

Dalle 9 di questa mattina è fissato il sit-in del sindacato degli inquilini assegnatari di alloggi pubblici davanti alla sede di via Raggio di Sole dell'azienda padovana che si occupa della gestione e che ha bandito la vendita di 16 appartamenti

In concomitanza con l'apertura delle buste delle offerte per l'asta pubblica conclusasi ieri e bandita dall'Ater di Padova per la vendita di 16 alloggi liberi in città e provincia, questa mattina, dalle 9, davanti alla sede dell'azienda in via Raggio di Sole è cominciato il sit-in di protesta di As.I.A-Usb (Associazione Inquilini Assegnatari) insieme agli "Abitatiti resistenti quartiere Savonarola".

LE CASE ATER ALL'ASTA

I MOTIVI DELLA PROTESTA. “Occorre denunciare con forza il processo di svendita delle case popolari, che non conosce soste e avviene in un momento di grave crisi economica, con migliaia di famiglie morose o insolventi al proprio mutuo e quindi a rischio sfratto e pignoramento – dichiara il sindacato promotore del presidio – Riteniamo inoltre profondamente ingiusta la proposta del consiglio regionale di azzerare i fondi a sostegno dell'emergenza abitativa che ridurrebbe di 2/3 il contributo pubblico alle situazioni di disagio, rischiando di generare una vera e propria emergenza sociale. Pensiamo sia giunto il momento di porre fine al vergognoso scaricabarile tra giunta regionale e amministrazione comunale che lamentano una cronica mancanza di liquidità per mascherare la loro mancanza di volontà politica a rilanciare l'edilizia residenziale pubblica come garanzia sociale a tutela dei più deboli, quelli che la crisi la stanno pagando sul serio con la mancanza di lavoro e l'aumento del costo della vita”.

EMERGENZA ABITATIVA. Secondo As.I.A-Usb “a Padova molti fondi pubblici vengono investiti per finanziare opere dalla dubbia utilità: basti pensare al progetto del parcheggio da 91 posti auto che verrà costruito al posto del campo da calcio di via Dottesio (in zona Palestro) che costerà 670mila euro provenienti dal contratto di quartiere, fondi che a nostro avviso potrebbero essere investiti meglio per ristrutturare i numerosi alloggi Ater soggetti a muffe, infiltrazioni d'acqua e crepe (come in via Palestro, via Magenta, via Toselli). Proponiamo alle forze politiche sensibili a queste problematiche di presentare un'interpellanza al consiglio regionale affinché il fondo a sostegno dell'emergenza abitativa non venga messo in discussione”.

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